Finardi a Villa Sorra di Castelfranco «Canto per onorare i valori del 25 Aprile»
Eugenio Finardi, Shade, Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”, Twee, Davide Turci, Malfer, The Dark Blues Trio. Questo il cast artistico del festival musicale “Le radici e le ali”
CASTELFRANCO. Eugenio Finardi, Shade, Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”, Twee, Davide Turci, Malfer, The Dark Blues Trio. Questo il cast artistico del festival musicale “Le radici e le ali” in programma, dalle 14 di oggi, a Villa Sorra. Un cartellone musicale all'insegna dell'impegno civile per celebrare la Festa della Liberazione. Il programma, promosso dal Comune, spazia dalla canzone d'autore al rap, dalle nuove tendenze al folk.
La festa, che proseguirà fino alle 20, sarà seguita in diretta da Trc con la conduzione di Andrea Barbi. Il nome di punta del cast è sicuramente Eugenio Finardi, un monumento della musica italiana ed uno dei maggiori cantautori rock degli ultimi 40 anni.
Pochi come lui hanno segnato la scena musicale italiana, coniugando l'energia del rock e del blues con l'impegno civile e con la capacità di attraversare momenti e movimenti a partire dagli anni '70. “La radio”, “Musica ribelle”, “Extraterrestre”, “Vorrei svegliarti”, “Le ragazze di Osaka”, “E tu lo chiami Dio”, sono solo alcune della canzoni che Finardi eseguirà a Villa Sorra, prima tappa del suo tour primaverile.
Finardi, un concerto per non dimenticare con un messaggio rivolto ai giovani?
«Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani. In questi giorni mi è toccato spiegare a mia figlia il significato di questa data. Quei valori oggi sono stati un po' abusati e non si è andato a vedere il vero significato. Diciamo che sono valori che qualcuno ha perso».
Lei ha sempre coniugato l'energia del rock e del blues con l'impegno civile.
«È stato uno dei temi della mia scrittura. Io ho documentato e cantato una vita fatta di amore, si gioie, affetti, lavoro ma c'è anche una parte sociale che, per la mia generazione era molto importante. Adesso invece stupisce il tipo di indifferenza che si respira, ma anche l'ignoranza che c'è attorno a certi valori. Sono passati 60 anni ma dovrebbero essere continuamente ricordati».
Finardimente è il titolo del suo tour. Che concerto sarà a Villa Sorra?
«Sicuramente una esibizione per il 25 Aprile, con risvolti ed aggiunte adatte a questa ricorrenza che per me rimane una delle feste più importanti dell'anno».
È vero che farà anche dei pezzi che non ha mai eseguito dal vivo?
«È così. Quando si va in tour spesso si cantano le canzoni del nuovo album per la promozione mentre altre vengono accantonate. Poi ci si accorge che queste canzoni oggi assumono una rilevanza diversa. C'è una canzone, “I fiori del maggio”, che ho scritto per ricordare il ‘68, di cui quest'anno ricorre il 50° anniversario, che mi sembra molto attuale e la sto riproponendo».
In una intervista ha detto che sul palco porta l'uomo e l'artista. Chi è l'uno e chi l'altro?
«L'uomo è una persona nella sua totalità mentre è l'artista che è andato oltre l'uomo. Nel senso che Finardi non è solo una identità ma anche un immaginario. Chi viene ad ascoltarmi ha un suo Finardi personale, una sua immagine, una sua idea e sa andare anche oltre di quello che io sono».
Il 2016 è stato l'anno di 40 anni di Musica Ribelle. Ha detto che è il suo ritorno al futuro.
«Il progetto è nato dal ritrovamento in sala d'incisione di alcuni nastri del passato. Riascoltare la mia voce e quella dei musicisti di 40 anni fa, è stato sorprendente. Molte delle cose che cantavo allora sono ancora oggi molto attuali».
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