Architetture di un paesaggio futuribile
Alla Galleria Ranarossa 3.0 nuovi lavori su carta di Mattia Scappini
Strutture di un paesaggio futuribile che, nella rigorosa architettura, tanto più razionale, quanto più assurda, compongono le opere che Mattia Scappini espone alla Galleria Ranarossa 3.0. Gli elementi di equilibrio lucido non danno sicurezza ma, nella loro logica costruttiva variabile, sembrano soffocare l'uomo che pure risulta assente in queste opere su carta dell'artista modenese, insegnante di discipline scultoree al Liceo Venturi. Inquietano la solidità delle costruzioni, ma pure l'atmosfera che le circonda che determinano luoghi estremi dell'inospitabilità, della solitudine, dell'esperienza del limite, della paura. Ambienti che sembrano sostenere le forme di un luogo altrove, quello dell'inquietante dimensione metafisica. La mostra, a cura di Ersilia Sarrecchia, resterà aperta fino al 28 aprile.
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