Gazzetta di Modena

Maggio ’68, al di qua del mito

Maggio ’68, al di qua del mito

Personaggi, luoghi e fatti in presa diretta nel libro di Gobbi

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Spesso è solo attraverso la cronaca, puntigliosa e ben scritta, che si riesce a scrivere o riscrivere la storia: o almeno a toglierle qualche orpello di enfasi restituendola alla verità dei fatti. “Maggio ’68”, scritto da Roberto Gobbi (per una vita anima del magazine Sette del Corriere della Sera) per Neri Pozza (172 pagine, 12,50 euro) ne è un esempio. Personaggio dopo personaggio, protagonisti conosciuti e comparse insospettabili ciascuno nel suo ruolo, attraverso luoghi ed episodi in rapida successione: la rivolta che cambiò comunque molto nelle società europee, anche se non cambiò mai tutto come invece si pensava potesse succedere, si rivela per quello che fu. Capace di sorprendere le istituzioni e la borghesia che non ne aveva colto i segnali, ma per molti semplicemente un’avventura, una stagione della vita irripetibile e contraddittoria. In una ricostruzione da romanzo, ma non minimalista, che fa pensare alla Parigi di tanti Simenon: e insieme alle conseguenze che nell’immaginario oltre che nella realtà di tutti questo canovaccio ha lasciato. Perché al di qua del mito, ci sono sempre gli eventi, grandi e piccoli.

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