Gazzetta di Modena

Modena, si mangia e si ride nella “Cantina” progettata da Laika

di Emanuele Carrafa
Modena, si mangia e si ride nella “Cantina” progettata da Laika

Da questa sera e fino al 5 maggio una tensostruttura adiacente al Teatro delle Passioni di Modena sarà l'insolita location di "Cantina", spettacolo dei sensi e per i sensi

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MODENA. Da questa sera e fino al 5 maggio una tensostruttura adiacente al Teatro delle Passioni di Modena sarà l'insolita location di "Cantina", spettacolo dei sensi e per i sensi progettato e realizzato dalla compagnia belga Laika.

In queste tre serate il pubblico potrà assistere alla messa in scena comodamente seduto a tavola, gustando il cibo preparato dagli attori e dai volontari coinvolti nella performance.

Qual è la filosofia di Laika?

«Realizziamo produzioni immaginifiche per chi conserva la meraviglia di un bambino - afferma Peter De Bie, ideatore e regista della pièce - Il mondo riserva tantissime sorprese, non si deve dare niente per scontato. Che siano sentimenti o idee, gusti, profumi o colori, il mondo è un grande parco giochi da scoprire. Artisti diversi convogliano le proprie energie in questo progetto di teatro chiaro, espressivo e accessibile. Ci siamo esibiti su palchi di tutti i tipi e spesso in luoghi insoliti».

Qual è la genesi di questo spettacolo?

«Abbiamo lavorato in diversi modi. Il canovaccio di partenza è "Santa Giovanna dei Macelli" di Bertolt Brecht, un testo teatrale su una donna che combatte contro le ingiustizie del sistema facendo gruppo per difendere l'idea di un mondo migliore. Giovanna lavora in una mensa e da qui l'idea di allestirne una dove riunire il pubblico. Abbiamo organizzato dei workshop in diversi quartieri di Anversa, cucinando e discutendo con la gente del posto dei temi trattati da Brecht oltre che di sogni, battaglie personali, ingiustizia. Dai workshop è sempre scaturita una performance teatrale. Infine abbiamo iniziato a lavorare con tre attori della compagnia su quello che è il testo attuale. Con loro sette volontari, privi di una specifica formazione teatrale».

L'esito di tutto questo lavoro è "Cantina". Cosa andrà in scena?

«Un'esperienza più che un vero e proprio spettacolo: si mangia, si ride e ci si diverte. Il teatro è uno dei pochi media che può combinare osservazione e ascolto con tatto, gusto e olfatto. Poi, visto che ci sono anche le canzoni, tra noi la definiamo un "varietà culinario" che parla della forza dello stare insieme, della resistenza collettiva alla docilità imposta dal sistema».

Perché uno spettacolo sul cibo e col cibo?

«Condividere il cibo crea un'atmosfera di convivialità tra la gente. Da vent'anni a questa parte cerchiamo di renderla il più intensa possibile. Abbiamo creato spettacoli nei quali l'attenzione si concentra sulla preparazione di ricette; è come assistere a un concerto culinario. In alcuni il cibo è parte integrante della drammaturgia».

È prevista una partecipazione attiva del pubblico?

«Questo non è uno spettacolo nel quale il pubblico è chiamato a partecipare, per quanto si trovi in una vera mensa e non a teatro. Vogliamo dare al pubblico la sensazione di non trovarsi davanti a un'esibizione, ma in un contesto pubblico dove si mangia, sorpresi da attori che intonano canzoni. Recitiamo tra le persone, accanto a loro e prima di accorgersene queste si ritrovano catapultate in mare tra i pesci o in cima a una montagna. Alla fine si esce col sorriso sulle labbra, amici dei commensali con i quali si è condiviso il tavolo e dell'ottimo cibo».

Cosa si mangerà?

«Preferiamo non svelarlo prima. Il cibo, in tutti i nostri spettacoli, segue l'esibizione, quindi riserva tante sorprese. Sul nostro sito (www.laika.be) si possono trovare alcune ricette realizzate per altri progetti. Una cosa è certa: il cibo sarà delizioso e si andrà via a stomaco pieno!».

Inizio dello spettacolo alle 20.30 presso la tensostruttura in viale Carlo Sigonio 382.


 

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