Gazzetta di Modena

Ego, notte e “live” da urlo per sapere finalmente Chi Sei

Ego, notte e “live” da urlo per sapere finalmente Chi Sei

Ricky, Marcello, Alberto, Lorenzo e Francesco: uno dei migliori gruppi di Modena  ha presentato il suo primo Ep incantando lo Stones Cafè di Vignola gremito

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Sarebbe bello se la musica nascesse dal basso e non piovesse dall’alto. Se uscisse da chitarre e amplificatori, bassi e batterie vere invece che da campionatori che possono simulare tutto tranne l’anima di un musicista e di uno strumento. Perchè il suono del “maiale unto” di una Gibson Les Paul tanto caro a Frank Zappa o a Slash non lo trovi premendo il tasto Eletric Guitar di un Sinth o degli aggeggi elettronici più sofisticati. Perchè poi c’è la mano di mezzo e quella spara un bel “ciaone” a chi tenta di simularla. Sarebbe bello che la musica italiana imparasse dallo sport dove i talent scout sono anche sui campetti dei bambini e non venisse paracadutata solo dai talent show o da storiche rassegne ormai in disarmo. Sarebbe bello che le radio locali, Radio Bruno & Soci per stare qui a casa nostra, fossero i primi scopritori di talenti locali e li promuovessero. Sarebbe bello che un cantante si presentasse sul palco e cantasse come mamma l’ha fatto senza sentirlo solo su cd o in digitale o in playback con le note aggiustate dagli appositivi salva stecche.

Sarebbe bello poi che allo Stones Cafè di Vignola, locale che si danna per promuovere gruppi locali che producono musica propria, ci facessero un salto i talent scout delle etichette nazionali: probabilmente i gestori offrirebbero loro anche un birra.

È stato bellissimo invece il concerto degli Ego, gruppo modenese che propone rock italiano nato nel 2015, che ha sparato uno show da paura. Riccardo Corradini alla voce: attenzione, però, non è una voce qualsiasi perchè ha un’estensione che va dagli ultrasuoni in basso degli elefanti a quelli in acuto dei delfini. Poi Marcello Corradini, fratello di sangue e musica di Riccardo, e Alberto Bellei alle chitarre. Apertura con due Gibson Les Paul, poi Marcello imbraccia la Tele sfoderando un ampli degno dei più grandi prodotti di Jim Marshall, e Alberto una Strato. Si integrano perfettamente e quando Lorenzo Costa prende in mano il suo basso Fender arrivano pugni nello stomaco da paura. E’ uno splendido bombardamento ritmico completato ed esaltato dalla batteria di Francesco Roncaglia che ha una botta alla Modena Park. Ricky va dove la voce lo porta e quando arriva oltre la barriera del suono è standing ovation.

Lo show parte, il locale è pieno in ogni ordine di posto e un fiume di rock, tosto, ma elegante, variegato e ben suonato, invade tavoli e cuori tanto che nel giro di un attimo sotto il palco il “Bandido” - special fan degli Ego - scatena tutti a ballare gasando il quintetto degli Ego. Che non si riasparmiano e propongono tutti i pezzi del loro Ep “Chi Sei”, l’album uscito dopo due anni di lavoro, sacrifici e investimenti: un lavoro importante che esibiscono orgogliosamente centrando l’impatto entusiasta del pubblico. Tra cui coetanei, qualcuno più giovane e altri meno. Ma c’è l’esaurito per questi “egoisti” che si tolgono un sassolino dalle scarpe e chiudono con Sto Bene Qui, un pezzo polemico nei confronti di un’esclusione da Sanremo nel 2017. Avevano proposto La Notte Che Verrà. Ma non avevano scimmiette, criceti o ginnaste novantenni. Stanno bene qui, un po’ stretti, ma avanti così quel che non è arrivato se lo andranno a prendere.

Paolo Vecchi

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