Il volto di una surrealista ribelle
Alla Dislocata una installazione di autoritratti e fotomontaggi per scoprire Claude Cahun
VIGNOLA. L'installazione “Claude Cahun singolare molteplice”, che Lucia Biolchini propone, fino al 3 giugno (sabato e domenica 11-13 e 16-19.30) nella sua galleria Dislocata, è un omaggio alla fotografa e scrittrice surrealista (1894 - 1954), che ha avuto un ruolo fondamentale nella cultura del '900 come anticipatrice di tematiche diverse. L'installazione si compone di suoi numerosi volti e di ingrandimenti dei fotomontaggi, con motivi di autoritratti e oggetti, tratti dal volume “Aveux non avenus”. In mostra anche altri volumi originali e cataloghi che il visitatore potrà sfogliare con appositi guanti bianchi, per rendersi conto come la creatività di Cahun abbia influenzato gli artisti contemporanei, nella fotografia e nel teatro. Al video si aggiunge l'ascolto di quanto è contenuto ne “Le scommesse sono aperte”, prima traduzione italiana, in marzo scorso (Edizioni Wunderkammer), tiratura limitata 500 copie, del pamphlet “Les paris sont ouverts”, del 1934. Traduzione ad opera di Marcello Giulini, revisione di Marco Dell'Omodarme. «Per Wunderkammer la pubblicazione è - dice Biolchini - un primo passo per riaccendere l'interesse su Cahun in Italia, dove invece l'artista non ha ancora ricevuto un doveroso riconoscimento. E il 15 maggio, alle 18.30, a Venezia, nel Teatrino di Palazzo Grassi viene presentato questa prima edizione italiana, in cui Cahun racconta, attraverso la letteratura e l'attività fotografica, prima in ambito surrealista e poi attraverso l'azione di resistenza antinazista sull'isola di Jersey (con Suzanne Malherbe, sua compagna di vita, compì resistenza surrealista, distribuendo false carte e manifesti firmati “soldato senza nome”, e finirono in carcere), il rifiuto di essere identificata con un genere stabile e l'esigenza di cambiare le regole del mondo. Il testo unisce passione per la poesia e impegno politico, una riflessione sulla funzione della poetica come luogo in cui l'uomo può aspirare al massimo grado di libertà». L'artista sosteneva che «la poesia è stata, nel corso della storia, l'espressione di diversi stadi dell'alienazione umana». E del suo provocatorio pamphlet di cui Breton scriveva: «Nulla mi sembra più lucido, più spietato, più commovente di questa testimonianza Ciò che noi difendiamo non è mai stato meglio espresso, posto a un livello così alto». L'incontro sarà con Silvia Mazzucchelli, autrice di saggi su Cahun e della prefazione al volume, e con François Leperlier, dell'Université de Rouen, a cui va il merito della riscoperta nei primi anni '90 di Claude e da cui hanno poi preso il via le ricerche di altri critici.
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