Con Natxo Montero a Modena la danza diventa metafora dell’attesa
Festival di Trasparenze in via S. Giovanni Bosco, la compagnia di danza contemporanea Natxo Montero porta in scena lo spettacolo “Barbecho Urbano”
MODENA. Il 12 maggio alle 19.30, nell'area festival di Trasparenze in via S. Giovanni Bosco, la compagnia di danza contemporanea Natxo Montero porterà in scena lo spettacolo “Barbecho Urbano”. La terra, elemento implicito nella definizione di maggese (“barbecho” in spagnolo), metafora dell'attesa e pretesto scenico è ciò che lega le tre parti di cui si compone questo lavoro ideato dal ballerino basco e dalla sua compagnia. Un gioco di significati e significanti teatrali, linguaggio e metalinguaggio, realtà e finzione accompagna lo spettatore in un percorso non privo di sorprese, intriso di tenerezza, realismo e humor. Alla fine, spogliati delle maschere, gli interpreti esaltano lo spirito dell'opera, nella quale il movimento e le sue ripetizioni sono la colonna vertebrale e i generatori di immagini poetiche.
Che tipo di spettacolo è “Barbecho Urbano”?
«Lo spettacolo è pensato per la strada, da qui l'aggettivo “urbano”. Teatro, danza e contesto visivo si fondono in un viaggio attraverso l'immaginazione, con protagonisti immagini fantastiche e stati d'animo. Alla base del lavoro c'è l'idea di riposo, di momento di passaggio, abbandono della quotidianità in attesa di novità. È così che ci sentivamo io e Laia Cabrera nel momento in cui l'abbiamo creato» afferma Natxo Montero.
Qual è la filosofia che sottende il lavoro del collettivo?
«Vogliamo raccontare storie partendo dalle nostre esperienze di vita e utilizzare il corpo come strumento di lavoro, il tutto in un contesto teatrale e scenografico. Parliamo della nostra realtà, delle cose che ci succedono, di quelle che ci interessano e di quelle che non ci piacciono e che vorremmo cambiare».
In che modo il vostro spettacolo si collega con la proposta di Trasparenze 2018?
«Credo che per ciò che rappresenta “Barbecho Urbano” coincida perfettamente con la programmazione di questo festival. Stefano Tè - presidente di Trasparenze - ci ha visto al lavoro in Spagna l'anno scorso e così ci ha invitati. Siamo molto contenti di essere qui».
La giornata conclusiva del festival prevede, oltre a questo, un calendario ricchissimo di eventi. Si parte con gli esiti dei workshop: alle 10.30 in piazza Roma quello della compagnia Simona Bertozzi con i richiedenti asilo del Gruppo Marewa; alle 12.30 presso la Casa Protetta S. Giovanni Bosco quello del Teatro delle Ariette con gli ospiti della struttura; alle 15.30 al Cajka teatro quello di Daniele Albanese col Gruppo l'Albatro del centro di Salute Mentale. In area festival si potrà ancora assistere agli spettacoli dei TEATRI MOBILI di Girovago e Rondella e della Compagnia Dromosofista e alle coreografie della compagnia BlackSoulz. Al carcere di Sant'Anna Chiara Guidi legge passi dalla Divina Commedia accompagnata dal violoncello di Francesco Guerri e da un coro di detenuti. Nel pomeriggio tripla possibilità di assistere allo spettacolo itinerante di Nafrat Collectif in partenza dall'area industriale di via Morandi. Alle 21 al Teatro dei Segni ci sarà l'esito della residenza del progetto Cantieri con le compagnie bologninicosta, Cantiere Artaud e Generazione Disagio. Intervalli musicali a cura di Zambra Mora. In tarda notte si fa festa all'OFF con il dj set di Industria Indipendente.
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