Gazzetta di Modena

L’Emilia e l’epopea delle discoteche all'ex Principe

L’Emilia e l’epopea delle discoteche all'ex Principe

Modena. Un viaggio nella terra dei mitici locali degli anni 70 e 80 tra memorabilia, immagini e ricordi

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MODENA. Picchio Rosso, Kiwi, Charly, Otto Club, Panda, Cenerentola, Marabù, Snoopy, Nuovo Mondo, Picchio Verde. Mac2. Sono solo alcune delle discoteche emiliane che, negli anni 70/80, sono diventate luoghi mitici del divertimento giovanile che in Emilia Romagna ha trovato la sua massima espressione. Nella porzione di pianura padana compresa tra le provincie di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e parte del Ferrarese sono nati alcuni dei più grandi e famosi locali d'Italia.

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E il boom delle disco emiliane, oltre che generare uno specifico comparto produttivo, è diventato anche un vero e proprio fenomeno sociale. Di questa spettacolare architettura della notte, uno degli artefici è stato l'ingegnere Silvestro Lolli (scomparso circa un anno e mezzo fa), che ha firmato i progetti di alcune delle più famose cattedrali del ballo in Italia. Per fare un tuffo nel passato ma anche per fare riscoprire ai giovani d'oggi quegli anni d'oro, è stata inaugurata ieri, nell'Atrio dell'ex Cinema Principe di Piazzale Natale Bruni, la mostra “Disco Emilia - Viaggio della terra delle discoteche” che vede il patrocinio del Comune e il supporto di alcuni sponsor tra cui Bper, Confcommercio, Via Piave e Dintorni. È solo una parte del materiale fotografico (con opere di Andrea Amadasi, Hyena e Arianna Lerussi) della mostra che è stata visitata lo scorso anno da circa 20mila persone a Reggio Emilia. Diversi gli ospiti, alla presentazione ufficiale, introdotti da Luca Ascari, segretario del sindacato Silb-Confcommercio. Per Gabriele Fantuzzi, presidente provinciale di Silb, «La mostra racconta la nostra storia e dà una panoramica sui locali di quegli anni». Lorenzo Immovilli, autore (insieme a Stefania Carretti ed Elisa Savignano) del libro “Disco Emilia”, sottolinea: «Nella nostra regione negli anni 70/80 c’è stata una vera e propria “esplosione” dei locali da ballo. Abbiamo affidato a tre fotografi il compito di cercare il materiale, anche se qui a Modena ne è esposta solo una parte».

Tra le prime società di pubbliche relazioni a vedere la luce, un posto di rilievo lo merita sicuramente la Bruco's Organization di cui faceva parte Gigi Manzotti. «La cosa più difficile - ha sottolineato - è stata quella di trovare i protagonisti di quegli anni. Disco Emilia per me è un film che deve continuare ad essere un contenitore permanente con l'aggiunta di nuovo materiale, ma anche coinvolgere quelle persone che non hanno vissuto i locali negli anni 70/80». Figura storica e molto conosciuta da chi adesso ha i capelli bianchi, è senz'altro Mauro Marchi che ancora oggi organizza le feste di “Remember Picchio Rosso”. «Sono nato come direttore e poi mi sono trasformato in imprenditore - ha raccontato - Al Picchio Rosso e al Picchio Verde dovevo gestire molte persone. Noi abbiamo creato una piazza emiliana. Nei locali c'erano persone di ogni estrazione sociale, ma all'interno si sentivano tutti uguali. Nel locale di Formigine abbiamo creato anche il primo circuito di spettacoli con ospiti internazionali». «Noi dj siamo nati come tappabuchi delle orchestre - ha evidenziato Paolo Pelloni, un veterano della consolle - Riempivamo il tempo in cui gli orchestrali si riposavano, ma il successo fu immediato e molti gestori ci affidarono intere serate. Anche la crescita qualitativa degli impianti ci ha favoriti nel nostro lavoro». A chiudere la presentazione della mostra è stata Irene Guadagnini, assessora alle Politiche Giovanili del Comune. «È una mostra che ci fa prendere contatto con il passato - ha concluso. Descrive momenti di cambiamento e di trasformazione in campo musicale. E anche l'ex Principe mi sembra il luogo ideale per valorizzare queste iniziative». Gli orari di apertura fino al 3 giugno: giovedì e venerdì dalle 17 alle 22.30, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 22.

Nicola Calicchio