Pittori modenesi senza macchia
Alla Redecocca Art Gallery il figurativo di Pelloni, Annovi, Semprebon, Spattini, Vanni
MODENA. Una pittura integrata nell'esistenza delle cose e dell'uomo vive nelle opere di artisti del passato esposte, fino al 27 maggio, a Redecocca Art Gallery. Da considerare il carattere di organizzazione della rappresentazione che si fonda su una eleborazione formale figurativa, di chiara leggibilità. Il che permette un più cordiale rapporto tra l'opera e il visitatore. In questa rassegna non mancano famosi nomi storici. Ecco Tino Pelloni con un ritratto di fanciulla che esprime la delicatezza di sentimenti nella dolcezza del viso; i pesci in riva al mare concepiti con quella levità di materia ed emozione di luce che caratterizzza il suo “chiarismo”. Di Nereo Annovi una veduta di un paese che si affaccia sul mare, case proiettate che dialogano con una natura morta e una candela, quasi ad indicare quel clima metafisico di cui l'artista nutrirà poi la sua pittura. Particolare è la marina di Pompeo Vecchiati che pare abbandonare il monotipo per trovare, con un maggiore controllo di tenui cromatismi, nel paesaggio un'atmosfera poetica. Acquista una configurazione dinamica di impianto volutamente instabile il paesaggio di Enzo Trevisi, in un connubio tra case e oscura vegetazione. Di uno scorcio di città è autore Augusto Zoboli in cui è sempre vigile la coscienza del dipingere con strutture bene organizzate. L'acquarello permette a Gianni Cavani di dare la delicata dimensione di vita di piazza Garibaldi a Sassuolo. Sicurezza costruttiva conferisce al Santuario di Fiorano Modena Elpidio Bertoli con il suo disegno. E ciò vale anche per il Duomo di Enrico Pradelli di cui vengono proposte una marina e una natura morta. Nei giochi di luce e di ombre prendono consistenza i frutti di Bruno Semprebon, la cui pittura è connaturata con il respiro delle cose e anche con la presenza di animali. Ad esercizio di controllo porta Alfonso Levoni nature morte, Luciano Ossetti, Filiberto Zanasi, Bruno Andreotti i fiori anche nei vasi. Giunge ad effetti lirici il ragazzo con cesto di fichi di Claudio Spattini, memore della lezione di Morandi. Su quattro mattonelle Ferruccio Bertoni stabilisce un sistema di relazioni tra natura morta, vegetazione e Ghirlandina. Pare verificare i sentimenti della fanciullezza Ermanno Vanni nella figura femminile concepita con notazioni di grazia. Di Vanni è pure un paesaggio che esibisce, in soluzioni astratte, una festa di colori. Fissa un volto di donna anziana nella sua individualità Inigio Pagliani di cui si apprezza una scena invernale, con carrozza trainata da un cavallo e ragazzi che giocano con le palle di neve.
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