“Rice”, la danza dal Chihshang al palcoscenico di Modena
Lo spettacolo di stasera al Pavarotti trae ispirazione dalle risaie di Taiwan
MODENA . Va in scena, alle 21 oggi, per ModenaDanza al Teatro Comunale Luciano Pavarotti lo spettacolo “Rice”, presentato in prima italiana dalla compagnia Cloud Gate Dance Theatre of Taiwan. Il coreografo Lin Hwai-min ha fondato nel 1973 Cloud Gate quale prima compagnia di danza contemporanea della comunità cinese. I 24 ballerini che la compongono si preparano attraverso la meditazione, il Qi Gong, un antico esercizio di respirazione, le arti marziali, la danza moderna, il balletto e la calligrafia, e trasformano con i loro spettacoli antiche forme estetiche in una moderna celebrazione del movimento. In occasione del 40° anniversario della compagnia, Lin Hwai-min ha creato “Rice” traendo ispirazione dal paesaggio e dalla storia della regione agricola del Chihshang. Questo territorio situato nella valle orientale di Taiwan è stato bonificato da un inquinamento di fertilizzanti chimici che lo aveva devastato, ed è stato convertito dai suoi contadini alla coltivazione biologica del riso. La compagnia di danza ha vissuto e lavorato nelle piantagioni affiancata da una troupe che per due anni ha registrato le alluvioni, i germogli, il raccolto e gli incendi dei campi, elaborando immagini ed effetti visivi che sono parte integrante dello spettacolo.
«Tanti anni fa ho visitato Chishang -racconta il coreografo - un villaggio rinomato per il suo ‘Riso dell'Imperatore’ e rimasi commosso dalla bellezza delle risaie e dal lavoro dei contadini delle coltivazioni biologiche. Decisi, quindi, di creare un lavoro in loro onore e per affrontare la crisi della devastazione della terra. Per prepararlo portai i danzatori a raccogliere il riso con i contadini. È stata un'esperienza indimenticabile. In quel raccolto fui ispirato dagli elementi che cooperano alle creazioni della natura: la terra, il vento, il polline, la luce del sole, il grano, il fuoco e l'acqua. Chiesi a un mio amico che è cineoperatore di documentare il ciclo vitale di una determinata risaia e di montare la registrazione video per essere proiettata durante lo spettacolo. Di fronte alle proiezioni i danzatori sviluppano così il ciclo vitale umano mettendolo in parallelo con quello del riso».
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