Gazzetta di Modena

Soliera. Stasera Festa del Racconto con Baronciani

di Valeria Cammarota
Soliera. Stasera Festa del Racconto con Baronciani

Soliera torna oggi a essere protagonista della Festa del Racconto con il reading-spettacolo di Alessandro Baronciani che, alle 21 presso la Biblioteca Campori, leggerà la sua graphic novel

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SOLIERA. Soliera torna oggi a essere protagonista della Festa del Racconto con il reading-spettacolo di Alessandro Baronciani che, alle 21 presso la Biblioteca Campori, leggerà la sua graphic novel, "Le ragazze nello studio di Munari", nel corso di un evento divertente e sperimentale.

Il volume, riedito da Bao Publishing in una nuova edizione, è il racconto intimo del confronto tra il protagonista Fabio, collezionista di libri usati, libraio e grande appassionato di Bruno Munari, e il suo rapporto con le donne.

"Le ragazze nello studio di Munari" nel 2010 era uscito per Black Velvet edizioni poi, per lungo tempo, è divenuto introvabile. Cosa gli è successo?

«Libro e diritti d’autore erano rimasti con la vecchia casa editrice, oggi chiusa: ci è voluto un po' prima di recuperare i secondi e di potere ridare alle stampe il primo. È proprio vero che i libri hanno tante vite e raccontano anche altre storie, oltre a quelle presenti al loro interno. Ci sono i libri letti in spiaggia, gonfi perché bagnati dall’acqua del mare; i libri lasciati in cantina, che hanno un odore particolare; quelli dei centri commerciali, ancora avvolti nel cellophane perché nessuno li ha mai letti. I libri delle biblioteche, poi, sono bellissimi: hanno tanti timbri e, fino a qualche anno fa, vi si potevano leggere i nomi di quanti li avevano presi in prestito. Tutto molto romantico, come la storia vissuta dal mio libro in questi anni e come il protagonista che racconta, innamorato dei libri e di Bruno Munari che diventa il suo fantasma creativo. A Munari tutto quello che fa va bene e funziona, mentre la vita di tutti i giorni - e soprattutto quella di Fabio - non è così, non è come i mattoncini Lego che si incastrano perfettamente».

Hai impiegato la tua arte anche per la realizzazione di diverse copertine di dischi.

«Tempo fa mi esibii a Soliera (Baronciani suona la chitarra e canta nelle band Altro e Tante Anna, ndr). Non ho mai capito perché molti disegnatori amino anche suonare: probabilmente perché nell’antichità eravamo tutti cantastorie, viandanti che viaggiavano attraverso i paesi disegnando storie su cartoni che poi giravano come fossero pagine, suonando e cantando stornelli. Probabilmente, il disegno ha sempre viaggiato con la musica. Io sono un fumettista, suono e mi piace seguire il mondo musicale indipendente. Ho disegnato per Baustelle, Tre allegri ragazzi morti, Bugo, Perturbazione. Spesso le persone hanno già in mente cosa desiderano, così faccio domande finché non viene fuori la loro idea. E comunque, è più semplice di una seduta analitica» (ride, ndr).

Alla Festa farai anche il ritrattista nei giardini del Teatro.

«Sì, nell’ambito dell’iniziativa ideata dallo Spazio Meme. Io, Evelyn Daviddi ed Elena Terrin ci divertiremo a fare i ritratti a chi lo vorrà e i proventi saranno impiegati per comprare libri per la biblioteca Loria».

Nelle tue opere il supporto cartaceo è fondamentale.

«Quando ho scritto “Come svanire completamente”, ho sfruttato tutte le possibilità e le unicità dei mezzi di informazione, ovvero la promozione tramite crowfounding; la diffusione preliminare delle storie sul web e, infine, il procedimento di stampa in una versione per cui la storia era leggibile solo in maniera destrutturata e solo su carta. Ho ribaltato il procedimento dell’editoria tradizionale. Di solito lo scrittore scrive, l’editore pubblica, la gente compra il volume e poi ne parla: in questo caso tutti ne hanno parlato, lo hanno comprato, l’ho disegnato e poi l’ho stampato».

Stai lavorando a un nuovo progetto?

«Sì, uscirà a ottobre e parlerà di farmaci, pillole e unicorni».
 

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