Gazzetta di Modena

L'argilla rivela un sapere antico

di Michele Fuoco
L'argilla rivela un sapere antico

Alla galleria ArteSì in mostra le sculture e tecniche miste dell'americano Neil Tetkowski

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MODENA. Nell'argilla Neil Tetkowski affonda le mani per trovare un contatto diretto con terra in cui ritrovare le sorgenti della creazione, verificare i processi di esistenza, di morte e di rinascita delle cose. Dalla materia possono scaturire differenti forme di vita che l'artista americano edifica in opere esposte alla Galleria ArteSì, in via Fonte d'Abisso. Le sculture si affermano nella qualità dei segni, nell'articolarsi degli elementi astratti che trovano una diversità di comunicare anche il "vissuto" dell'artista che, in Toscana ha trascorso la sua infanzia, frequentando negli anni Sessanta per due anni la scuola elementare, prima del trasferimento a New York (Manhattan), dove vive e lavora, cedendo spesso alla tentazione di ritornare a Petroio, borgo delle incantevoli colline del Chianti, dove le argille sembrano parlare di un particolare legame dell'uomo con la natura. Un legame che l'artista pare risvegliare e rinnovare con più forza, portando la materia ad immagini e ritmi compositivi, anche di ordine architettonico, che aspirano ad un'ascesa, all'assolutezza formale e trovano strutture di comunicazione capaci di nutrirsi della confluenza di una pluralità di saperi. La terra diventa luogo di ricerca, per approfondire temi integrati nelle culture dell'antichità e della contemporaneità. Le immagini non perdono la coscienza di storia, nella memoria di artisti che si sono sentiti immersi e impegnati in un cordiale con l'argilla che si rivela come riserva inesauribile di creazione. E Tetkowski ne percepisce la forza e ne avverte il miracolo del risveglio, la possibilità di nuove forme di conoscenza, di rendere visibili certi segni e anche messaggi di un viaggio nel tempo e nella storia remota. I particolari ricevono una viva ingegnosità persino nelle sculture che combinano materiali organici e sintetici, naturali e artificiali in un gioco di simmetrie, di enigmi, di simboli. Il linguaggio viene mantenuto nella dimensione dell'astrazione, dell'informale, anche nelle pitture di olio e di acqua, quasi a richiamare la cultura americana di cui l'artista fa parte. Pitture che innescono un pensiero, una riflessione sul mondo, sulla terra della cui sacralità l'uomo è profanatore. Neil rivendica all'arte un impegno integrale di conoscenza che riguarda anche l'economia e la cultura. Forte il suo interesse per l'ecologia, per l'uomo e l'ambiente. La sua opera è nelle collezioni permanenti di una cinquantina di musei, tra cui il Royal Ontario Museum di Toronto, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Smithsonian di Washington, e il Arte Moderna Kogaikan a Tokyo.

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