Modena, le cinque giornate del Teatro Drama con “Città e Città”
MODENA. Il Drama Teatro di Modena anche quest’anno con il festival Città e Città fa, di uno spazio teatrale, un luogo di relazioni e di solidarietà. Il teatro per cinque giorni, dal 6 al 10 giugno,...
MODENA. Il Drama Teatro di Modena anche quest’anno con il festival Città e Città fa, di uno spazio teatrale, un luogo di relazioni e di solidarietà. Il teatro per cinque giorni, dal 6 al 10 giugno, diviene una città, luogo di relazione tra artisti e cittadini, un teatro aperto tutto il giorno (dalle 10 alle 24), un punto di riferimento, un presidio culturale e di confronto artistico. E chi arriva nel teatro di via Buon Pastore 57 in bicicletta, o è in possesso dell’abbonamento Seta o è iscritto al servizio di bike-sharing del Comune di Modena, avrà una riduzione sull’ingresso agli spettacoli. L'iniziativa è stata presentata ieri nella sede del teatro modenese alla presenza della direttrice artistica Magda Siti, dell'assessore alla cultura del Comune Gianpietro Cavazza, Rita Monticelli della Fondazione Cassa Risparmio Modena.
«Il Drama è un teatro che non ha fretta – ha sottolineato Magda Siti – e vuole aprirsi alla cittadinanza anche per un semplice caffè, la lettura di un libro, un incontro con gli artisti. È un teatro che vuole creare incroci tra gli artisti e che vuole sviluppare cultura».
«Oggi le relazioni tra la gente sono veloci ed avere luoghi in città che privilegiano i contatti umani è positivo», ha detto l'assessore Cavazza.
Si comincia mercoledì 6 giugno, alle 19.30, con “Primo studio per un’Iliade” (cena-spettacolo) ideato e diretto da Riccardo Palmieri di Cajka Teatro. Una cena spettacolo dove il racconto accompagna il cibo in un viaggio sospeso in compagnia degli attori che si fanno Aedi, cantori del mito. In scena: Angelo Argentina, Caterina Bellucci, Marco Massarotti, Daria Menichetti, Marianna Miozzo, Nargis Zabolotnova, Riccardo Palmieri, Laura Tondelli (con l’amichevole partecipazione di Stefano Vercelli). Alle 21.30 dello stesso giorno “Sàknes, radici”, uno spettacolo patrocinato dall’Ambasciata di Lettonia, ideato, coreografato e danzato da Benedetta Capanna.
Giovedì 7, alle 21.30, il gruppo Frigoproduzioni presenta “Tropicana”. Un esperimento teatrale originale che parte dall’analisi del testo di una canzone (la cantava nell’83 il Gruppo Italiano) alla ricerca del suo significato nascosto.
Venerdì 8, alle 21.30, in scena “Piccole commedie rurali” , traduzione di Petites Comédies Rurales, presentato da Gogmagog. Sono 13 micro commedie di Roland Fichet, scritte e rappresentate tra ’98 e 2001.
Sabato 9, alle 19 (con replica alle 21) il ritorno al Drama di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con “Rzeczy/cose”. Autori, registi e performer, dal 2008 hanno dato vita a una serie di progetti, spettacoli e site-specific, primo tra tutti, Rewind, un omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch.
Il festival chiude con la Trilogia del tavolino, tre spettacoli nel pomeriggio di domenica 10. Alle 17 “La vita ha un dente d’oro” con la regia di Claudio Morganti e la drammaturgia di Rita Frongia (produzione Esecutivi per lo spettacolo). Alle 19 “La Vecchia”. In scena Marco Manchisi e Stefano Vercelli, con la drammaturgia e la regia di Rita Frongia (produzione Artisti Drama). Per finire alle 21 “Gin Gin (di cosa si parla quando si parla)”. Definita una commedia con dramma in penombra. Con Angela Antonini e Meri Bracalente e la drammaturgia e regia di Rita Frongia (coproduzione Artisti Drama ed Esecutivi per lo spettacolo).
Nicola Calicchio
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