Con lo studio sull’Iliade di Cajka al via il festival “Città e Città” di Modena
Il Drama Teatro come di consueto presenta il suo programma estivo con la quarta edizione
MODENA. Il Drama Teatro come di consueto presenta il suo programma estivo con la quarta edizione del festival Città e Città (da oggi a domenica 10 giugno 2018). I locali di via Buon Pastore 57 restano aperti dalle 10 alle 24 con spettacoli, punto ristoro, libreria, sala proiezioni. Si può fare colazione insieme, leggere il giornale e sfogliare i libri del catalogo Einaudi, in attesa degli spettacoli serali.
Sconto sul biglietto per chi arriva in bici. Si comincia alle 19.30 di oggi con “Primo studio per un’Iliade” (cena-spettacolo) ideato e diretto da Riccardo Palmieri di Cajka Teatro. Primo studio per un’Iliade è parte del progetto triennale “Iliade” che la Compagnia Cajka Teatro di Modena ha iniziato a costruire nel 2017. Il progetto ha come centro l'indagine sul mito e sulla tradizione orale. Il percorso di ricerca intrapreso dalla compagnia porta il progetto a una forma liquida che si definisce di volta in volta nell'abitare spazi e contesti diversi.
Una cena spettacolo dove il racconto accompagna il cibo in un viaggio sospeso in compagnia degli attori che si fanno Aedi, cantori del mito. In scena: Angelo Argentina, Caterina Bellucci, Marco Massarotti, Daria Menichetti, Marianna Miozzo, Nargis Zabolotnova, Riccardo Palmieri, Laura Tondelli (con l’amichevole partecipazione di Stefano Vercelli). Alle 21.30 “Sàknes, radici”, uno spettacolo patrocinato dall’Ambasciata di Lettonia, ideato, coreografato e danzato da Benedetta Capanna, una danzatrice definita dalla critica “provocante e ispirata”, dalle “gloriose abilità espressive”. Un omaggio alla nonna Mirdza Kalnins, danzatrice lettone, prima ballerina del teatro dell’Opera di Roma. Un confronto con il passato, con le radici alle quali la danza di Benedetta attinge, alle quali si ispira traendone la sua crescita artistica e la sua forte personalità. Sul palco quasi spoglio, aleggiano appese a mezz’aria foto d’epoca in bianco e nero. Un leggìo con un ritratto poggiato ai suoi piedi, un cumulo di vestiti di scena accatastati assieme a punte di danza classica. Il buio e Benedetta, in un corpetto rosa antico che si prolunga in un arioso abito retrò. Uno spettacolo che si sviluppa con palesi richiami alle pratiche yoga, disciplina di cui Benedetta è maestra. Queste due potenti materie, danza e yoga, entrando in contatto e si influenzano, pur mantenendosi ognuna nel proprio ambito.
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