San Carlo, splendono i giovani cantanti della Kabaivanska
Bella prova degli allievi della grande soprano nel concerto, la sera della Notte Bianca modenese, incentrato su un programma rossiniano
MODENA. Pubblico numeroso, attentissimo al Teatro San Carlo per il concerto tenuto dagli allievi di Raina Kabaivanska per la Notte Bianca 2018. A rompere il ghiaccio, l’esecuzione dell’Ouverture dall’opera “Il signor Bruschino” di Gioacchino Rossini, con l’Orchestra da Camera “Bononcini” dell’Istituto Vecchi Tonelli sul palcoscenico, guidata da Fabrizio Ventura. A seguire, l’unica rappresentante italiana del cast, Francesca Tassinari, che ha cantato con tecnica perfetta e matura interpretazione “Il mio ben sospiro e chiamo” da “La scala di seta” sempre di Rossini. La Tassinari, d’altronde, ha già iniziato una carriera interessante con presenze anche all’estero.
Il programma ha poi offerto la voce assolutamente interessante di Reinaldo Ramirez-Droz con “Tombe degli avi miei” dalla “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, eseguita con grazia e raffinata musicalità, tanto da prevedere facilmente per il tenore venezuelano un ottimo risultato in questo repertorio. Una delle pagine più drammatiche della storia dell’opera è senz’altro il finale della “Manon Lescaut”, che dischiuse le porte del successo al giovane Puccini. Ad interpretare “Sola, perduta, abbandonata” la bella voce corposa e potente di Martina Tampa- kopoulos, che ha reso vibrante e disperata l’agonia della prima eroina pucciniana, anche se un paio di tacche in meno nel metronomo, a mio parere, avrebbero giovato all’andamento doloroso.
Con “Acerba voluttà” da “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea, il pubblico ha potuto apprezzare la bella voce del mezzosoprano brasiliano Ana Victoria Pitts, affascinante nel registro grave e di spiccata personalità. Infine, la performance s’è conclusa con successo nell’esecuzione del duetto “Per me giunto è il dì supremo” dal “Don Carlo” di Giuseppe Verdi, con il baritono coreano Seonkyong Jeong e ancora il tenore Reinaldo Ramirez-Droz.
Gradevoli e ben congegnate le trascrizioni cameristiche elaborate dalla Classe di Composizione di Antonio Giaco- metti con gli allievi Nicola Ortodossi, Giulia Muzzioli, Carlo Alberto Bacchi, Ilaria Valdevit, Samuele Guerzoni, Leonardo Sala e Andrea Ambrosini Spaltro. Nell’introdurre gli allievi, Raina Kabaivanska ha detto al pubblico che si doveva giudicare il concerto quale esame per accedere all’anno successivo e il metro di valutazione sarebbe stata la durata degli applausi. Tutti promossi a pieni voti e un grazie immenso alla loro insegnante che, come ha specificato il direttore del Consevatorio Giacometti, non smette di stupire per l’amore che infonde nel suo lavoro.
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