Carpi, ancora una settimana per vedere le immagini di Albert Watson
La moda è arte e forma una coppia vincente con la fotografia che la esplora e ne mostra lo stupore. Un connubio che diventa particolare, quando la moda trova la sua celebrazione attraverso le...
CARPI. La moda è arte e forma una coppia vincente con la fotografia che la esplora e ne mostra lo stupore. Un connubio che diventa particolare, quando la moda trova la sua celebrazione attraverso le immagini di un grande maestro, come Albert Watson, che dal 1987 al 1992 ha realizzato ben 12 campagne promozionali per Blumarine, dal cui archivio provengono le fotografie e i book esposti, fino al 17 giugno, al Palazzo dei Pio.
Circa 100 immagini, tra positivi e fotocolor, oltre ad un montaggio video per mettere in luce, in un’alternanza di colore e bianco e nero, come la moda esprima un fortissimo senso di estetica per capire meglio la logica dell’alternanza della sensibilità, del gusto e degli stili della contemporaneità, e come la fotografia ne diventi la compagna ideale e “complice” creativa per una più opportuna e necessaria informazione. La moda è sempre pronta a lanciare un segnale forte nell’universo dell’eleganza, come manifestazione del bello che può vivere tutti i giorni con noi. Lo sa bene il fotografo scozzese che coniuga la presenza di modelle celebri con il paesaggio: Lisa Kauffmann a Los Angeles, Las Vegas e in Scozia, Charlene Short a Londra, Michaela Bercu a New Mexico, Cindy Crawford a San Francisco, Talisa Soto a Napoli, Carrè Otis e Helena Christensen a New Orleans, Nadia Auermann in Arizona, Naomi Campbell a Venezia. Immagini che raccontano il fascino femminile accresciuto dall’andamento disinvolto dell’abito indossato, senza mai disperdere la sensazione del meraviglioso che deriva dall’incontro straordinario con la natura, e pure da una immersione nel rumore delle città. E all’artista, che dal 1970 vive a New York e ha pubblicato più di 200 copertine di Vogue, può stare stretta la definizione di “fotografo di moda”, perché Watson è piuttosto un creatore della visione della moda che si fa largo, folgorando la fantasia di chi la sa apprezzare.
Le sue immagini la rendono viva, non mummificata nelle teche o alle pareti, perché la chiave della loro rivelazione risiede nella libertà creativa. «L’eclettismo della visione - nota Luca Panaro, curatore della mostra, dal titolo “Fashion, Portraits & Landscapes” - è la cifra distintiva di Watson, trovarsi ogni volta in situazioni diverse lo stimola alla scelta, a volte repentina, che spesso si nasconde nella semplicità delle fotografie e spontaneità della modella». Di “talento artistico” parla Anna Molinari. «I capi indossati sono raramente al centro dell’immagine perché Albert ha voluto esprimerne un senso più alto, riuscendo a tradurli in un ideale di bellezza dalle mille sfaccettature quali l’animo femminile racchiude».
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