Modena 1951. Al funerale del comunista il don vieta le bandiere rosse
I compagni le innalzano all’uscita della chiesa e il corteo viene sciolto
MODENA. L’8 febbraio il Senato approva, come già aveva fatto la Camera il 15 dicembre dell’anno precedente, il progetto di legge proposto dai deputati democristiani Bartole e Coppi: “Provvedimenti per il completamento del Nuovo Ospedale Policlinico di Modena”. I tempi di realizzazione saranno molto lunghi. I lavori terminarono solo nell'estate 1963 quando il nuovo ospedale poté finalmente funzionare completamente. Il vecchio Ospedale Sant’Agostino non ne poteva più, per “la cattiva disposizione e la insufficienza dei bassi servizi, la eccessiva vicinanza dei letti, la carenza di posti disponibili, l’inesistenza di ascensori e montacarichi, i laboratori scientifici allogati in ambienti inidonei, l’immediata vicinanza della camera mortuaria con la cucina che la sovrasta e la sala anatomica che la fiancheggia ...”.
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Il 12 gennaio l’Arcivescovo di Modena monsignor Cesare Boccoleri inaugura in Via Rua Muro la nuova sede dell’Opera di Protezione della Giovane, fino al 1943 in Via Servi, poi distrutta dalla guerra. Era il palazzo di Ludovico Castelvetro, e avrebbe oggi bisogno di molte cure. E finalmente si inaugura il Mercato Bestiame! Oggi scomparso, per decenni costituirà uno dei momenti economici più importanti per la nostra città. Un giornalista della “Gazzetta” fa un salto all’Ufficio oggetti smarriti.
La legge dice che, trascorso un anno e 15 giorni dalla data del rinvenimento – se ancora il proprietario non si è presentato – ogni oggetto, per diritto, passa di proprietà a chi lo ha rinvenuto. Immagino che alcuni degli oggetti trovati per strada da un passante siano finiti nelle sue tasche. Tuttavia ne sono stati consegnati ben 317, e 109 sono tornati in possesso dei proprietari: per lo più chiavi, ma anche ombrelli, cappotti, biciclette … e cani.
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Nel 1950 sono stati una trentina, raccolti “da generosi cinofili che non hanno la forza e il coraggio di consegnarli al canile municipale, dove una triste sorte attenderebbe gli innocenti e indifesi animali”: venivano infatti soppressi. Oggi fortunatamente non è più così, e a Modena esiste l’Ufficio diritti degli animali (chi mi vede per caso in giro con un cane, sappia che si chiama “Topone”: è un cane raccolto da una samaritana in Serbia dove era stato investito, curato e poi portato a Milano. Sarebbe finito in un canile. Da poche settimane è diventato modenese). Ma torniamo al clima che si respira, dal punto di vista politico, a Modena e in provincia. A Fanano muore un noto esponente comunista. Aveva espresso il desiderio di essere accompagnato al funerale dai compagni di partito con relative bandiere. I parenti volevano però anche un funerale religioso. L’arciprete si oppose recisamente a che le bandiere fossero ammesse al corteo funebre, pena il ritiro immediato dei religiosi al corteo.
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Tutto filò liscio, ma all’uscita dalla chiesa, mentre il corteo attraversava il paese, comparvero le bandiere rosse. Tutti i cinque sacerdoti, i chierici e le suore con i bambini dell’asilo infantile se ne andarono immediatamente. Il 24 aprile giunge da Bologna il Soprintendente ai Monumenti: la questione è la realizzazione del Sacrario dei caduti nella guerra di Liberazione ai piedi della Ghirlandina, lavori sospesi dalle autorità di Polizia. Si giunge a un compromesso: la struttura viene considerata provvisoria, in attesa di ulteriori modifiche, e il giorno dopo lì parlerà il sindaco Corassori.
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Sono un collezionista di francobolli da quando ero bambino. Ho cominciato nel 1953, quando la “Althea” di Parma iniziò a produrre il “Cremifrutto”, una mattonellina di marmellata in confezione trasparente. L’etichetta era una bustina con un piccolo tondo che mostrava il francobollo inserito. Mi è dispiaciuto moltissimo leggere che in un negozio di francobolli in Corso Canalchiaro si truffavano i collezionisti spacciando rarità filateliche contraffatte. I responsabili vengono condannati.
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Fervono intanto i lavori di ristrutturazione del cinema “Odeon” in Piazza Matteotti, che diventerà uno dei locali più belli della città. Chi guarda purtroppo oggi quell’edificio così ridotto in pieno Centro storico resta amareggiato. Si dice che verrà costruito al più presto un parcheggio di sei piani. Mah! Speriamo bene.
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Si avvicinano le elezioni amministrative, e la “Gazzetta” così descrive alcuni dei personaggi più noti dell’amministrazione del Comune: “La figura dell’ing. Pucci, Senatore delle Repubblica e Assessore del Comune di Modena, non è di quelle che possano essere trascurate in una fedele rassegna rappresentativa di come si presenta, nei suoi aspetti più eminenti, lo schieramento dei grossi calibri nel campo socialcomunista, alla vigilia della battaglia elettorale amministrativa. Se Corassori è il “pater familias” di tutta l’accolita consigliare rossa, può ben dirsi che il senatore Pucci – costruttore e tecnico per eccellenza, ideatore di ogni più audace progetto – è il cancelliere ferrigno dell’autorità comunale, così come Triva vice sindaco è l’audace pronunciatore di forbite parole ...”.
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Sulla stessa strada si muove il “Giornale dell’Emilia, così chiamato prima di riprendere nel 1953 il vecchio nome, “Il Resto del Carlino”, che avverte gli elettori: “Specie nei piccoli centri vengono messe di nuovo in circolazione, come già accadde alla vigilia delle precedenti elezioni, certe voci secondo le quali si verrà a sapere per chi uno avrà votato. È un subdolo tentativo di impressionare i timidi, ma esso avrà assai scarsa fortuna, perché tutti sanno che in Italia il voto è libero e segreto. Il miglior modo di reagire a questa propaganda intimidatrice è di recarsi tutti alle urne il 10 giugno dando prova di essere cittadini che, coscienti dei loro diritti e dei loro doveri, intendono contribuire direttamente alle fortune della propria città e del proprio paese” (questo manifesto ricorda moltissimo la celebre vignetta di Giovannino Guareschi pubblicata per le elezioni del 1948: “Nel segreto dell’urna Dio ti vede, Stalin no”).
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“Gli elettori, a qualunque corrente appartengano, sentano prima di tutto e al di sopra di tutto, di essere degli Italiani, e siano concordi almeno nel volere che l’amministrazione della città sia sottratta a coloro che vorrebbero forzare la struttura a preteso vantaggio di una sola classe, facendo del Comune un fortilizio per la difesa di interessi che traggono ispirazione da ideologie straniere”.
Il 1° giugno “alle ore 18,30 il Ministro degli Interni Mario Scelba ha tenuto l’atteso comizio dinanzi a una imponente folla che gremiva la vastissima Piazza Matteotti, e ha iniziato volgendo un’aspra critica agli oratori ed alla stampa comunista ... Quanto al Comune di Modena – ha proseguito Scelba – sarebbe indubbiamente difficile fare delle previsioni sull’eventuale passaggio di poteri tra l’attuale amministrazione ed altre che si affermassero nella prossima battaglia elettorale; ma ha rilevato che comunque, se successori vi saranno, essi si troveranno l'eredità di oltre un miliardo di disavanzo fatto dai comunisti: il che, ha concluso il Ministro, sarà per essi una “bella gatta da pelare”, e ha concluso: “Fate che il 10 giugno sul Comune di Modena sventoli il tricolore dell’Italia”.
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Ma nuove forze politiche stanno emergendo a destra (il Movimento Sociale Italiano era stato fondato da Giorgio Almirante il 26 dicembre 1946, lo stesso anno del Partito Monarchico Nazionale), alleate in occasione di queste elezioni.
Il Partito Comunista ebbe 32.427 voti, con una percentuale del 44,62% con 27 seggi, la Democrazia Cristiana 22.375 voti (percentuale del 30,79% con 12 seggi), il Partito Socialista dei Lavoratori 5.675 voti (7,81%, 3 seggi), Partito Socialista Italiano 5.671 voti (7,8%, 5 seggi), Movimento Sociale 2.153 voti (2,96%, 1 seggio), Partito Liberale 1.937 voti (2,67%, 1 seggio), Indipendenti di Sinistra 1.531 voti (2,11%, 1 seggio).
Per la prima volta a Modena entrò in Consiglio Comunale un esponente della destra.
P. S.
In questa puntata mi sono già citato due volte.
Mi perdonerete se lo faccio per la terza volta!
Sono un paio di anni che il mio nome compare sulla “Gazzetta”, il giovedì e il sabato. Ma non mi sarei mai aspettato che comparisse anche nel 1951! Mentre sfogliavo quella annata per cercare qualche notizia, l’occhio mi è caduto su un lungo elenco di nomi. Era stato promosso in terza Elementare, assieme ad altri nove compagni: Andreina Bastia, Paola Campioli, Anna Rosa Cavazzoni, Luisa Cioni, Franca Montanari, Loretta Scaramelli, Carlo Baschieri, Amelio Malmusi, Sergio Storci.
Rolando Bussi
bussirolando@gmail.com
(31, continua)
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