Gazzetta di Modena

L’eclettismo figurale di Saltini

L’eclettismo figurale di Saltini

Alla Galleria ArteSì la mostra personale “Sopravvivere a Picasso” dell’artista di Carpi 

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MODENA. È universalmente noto come Picasso sia il genio che ha sconvolto il modo di fare arte nel secolo scorso. Un cambiamento che si è manifestato attraverso il rovesciamento di ogni principio codificato dalla tradizione, per pervenire ad un nuova bellezza di diversa struttura compositiva e di violazione della forma. Ogni vero artista ha dovuto confrontarsi con la sua opera, perché consapevole come sia difficile “Sopravvivere a Picasso”, alla sua capacità di aver aperto tutte le strade alle nuove sperimentazioni. E non pochi hanno fatto ricorso alla citazione, spesso banale, delle opere di Picasso, senza offrire approfondimenti ponderati sulla sua ricerca. In modo diverso si pone Andrea Saltini con le sue 15 opere, spesso di grandi dimensioni, esposte fino al 7 luglio alla Galleria ArteSì, in via Fonte d’Abisso. E come emblema del distacco di Saltini dal grande maestro si pone l’opera “Sopravvivere a Picasso” che fa riferimento a “Guernica” alla quale un giovane volta le spalle. Il carpigiano vuole affidare alla pittura la capacità di testimoniare una specifica condizione della dignità di operare dell’artista d’oggi, con un’amorevole ricognizione immaginativa, di visione anche incantata della realtà dell’uomo e della cose. Un linguaggio volto a cogliere le voci di una multiforme esistenza si afferma nei suoi dipinti, realizzati con gesso, argilla, pigmenti, inchiostri cinesi, privilegiando il grigio, nelle differenti sfumature, e il bianco e nero. La sua buona cultura (master in comunicazione, poeta e scrittore, operatore culturale) lo porta ad una rivisitazione dei grandi del passato, tra cui Durer, Mantegna, Tiziano, Bellini, Piero Della Francesca, Goya ma, come sostiene Cristina Muccioli “qui si fanno i conti con i giganti, sentiti maestri non per essere banalmente emulati, né sovvertiti o desacralizzati, ma per essere rianimati attraverso un’infaticabile ricerca della propria unicità, della propria verità, per rinascere a vita nova. Se ne esce stremati, incantati, assorbiti, innamorati”. Saltini (ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2013, nel padiglione della Costa Rica) è veloce nel ritagliare una precisa scena, un accadimento, inconfondibili fisionomie, con modulazioni cromatiche anche di leggerezza, in immagini di vibrante naturalezza: Nicola Tesla, Rimbaud, gentildonna con ghepardo, il bacio di Elvis, Arlecchino, saltimbanchi, fratelli pensosi, giovani contendenti al trono di Svezia. … Diverso è il recupero figurativo di una umanità dagli andamenti anche deformati che ne esaltano la forza emotiva e psicologica.

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