Gazzetta di Modena

Giovani e fotografia, cantiere aperto

Giovani e fotografia, cantiere aperto

Due esposizioni al Mata e alla Civica fanno il punto sul lavoro degli studenti

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MODENA. Una figura femminile dotata di barba, un po’ sullo stile della cantante trans Conchita Wurz, è l’immagine scelta per la copertina del catalogo della rassegna “The Summer Show” (inaugurazione stasera alle 18 al Mata e alle 19 alla Civica di corso Canalgrande).

Si tratta del settimo appuntamento, intitolato quest’anno “Madame Gerard”, legato al corso di Fondazione Fotografia Modena; presenta, fino al 22 luglio, una panoramica inedita sulle nuove tendenze e direzioni del linguaggio dell’immagine contemporanea attraverso i lavori dei dodici ragazzi che hanno frequentato il corso. Allo spazio espositivo dell’ex Manifattura Tabacchi in viale Monte Kosica sono presenti anche i lavori del primo anno, mentre gli organizzatori di Fondazione Modena Arti Visive (FMAV) hanno dato vita anche alla rassegna “Fuori Fuoco” alla Galleria Civica a Palazzo Santa Margherita, è invece a cura degli 11 studenti del corso “curatori Icon”, ora diretta da Claudia Löffelholz che ha preso il posto di Filippo Maggia.

Al Mata il visitatore individua una serie di personalità artistiche in erba che, seppur con gli inevitabili alti e bassi in termini di qualità, bene illustrano la situazione attuale. Certo, nulla di “matematico” sulle giovani generazioni - come invece avviene in contemporanea al Mambo di Bologna con “That’s it!” - ma il riuscito tentativo di raccontare in tre sezioni l’alto livello raggiunto dagli studenti del master di foto a Modena.

«Madame Gerard - spiegano il curatore Bernardo Follini e Filippo Maggia - è un’identità collettiva creata unendo lettere dei nomi e cognomi. È una sorta di collettivo artistico ed è il frutto di un piccolo dramma che si verifica sempre quando si sceglie un’ immagine per la copertina di un catalogo. Abbiamo avuto questa idea che forse ricorda certe idee artistiche degli anni ’70». Ieri alla presentazione, oltre al vicesindaco Gianpietro Cavazza, anche i vertici di FMAV, la direttrice Diana Baldon e il presidente Gino Lugli.

«Siamo orgogliosi - dicono questi ultimi - di questi nostri studenti che vanno ad arricchire l’arte italiana con nuove energie. C’è un piano qualitativo alto di queste persone che si affacciano al mondo professionale e tutto ciò è utile per i nostri futuri obiettivi. Il Sant’Agostino soprattutto, dove sarebbe utile creare un centro legato alla fotografia contemporanea e alla didattica».

Più coesa, nonostante sia stata curata da undici giovani aspiranti curatori insieme, appare “Fuori Fuoco”. «Il titolo - spiegano questi studenti - deriva da qualcosa di cui non è possibile distinguere chiaramente i contorni e appare dunque poco nitido, confuso e sfuggente. Il tema dell’incertezza è in particolare il filo conduttore della selezione di opere esposte, scelte dopo diversi indagini e discussioni relative al patrimonio fotografico che gestisce FMAV». La mostra nella sala grande della Civica è suddivisa in tre sezioni - Paesaggi, Identità e Relazioni - e si snoda attraverso un articolato percorso visivo che solleva molti interrogativi sulla società odierna. INFO. Periodo mostre: 23 giugno - 22 luglio, ingresso libero. (s.l.)

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