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Rubiera, “Potente e fragile” nel chiostro

Rubiera, “Potente e fragile” nel chiostro

Domani, alle 21.30, prosegue “L’Emilia e una notte”, la rassegna estiva ideata e promossa da La Corte Ospitale di Rubiera, che vedrà come protagonisti, all’interno della suggestiva cornice...

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RUBIERA. Domani, alle 21.30, prosegue “L’Emilia e una notte”, la rassegna estiva ideata e promossa da La Corte Ospitale di Rubiera, che vedrà come protagonisti, all’interno della suggestiva cornice del Chiostro dell’Ospitale, Ascanio Celestini e Giuliana Musso con “Potente e fragile”, progetto che ha visto la sua nascita e prima tappa al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma nel marzo scorso e che ora viene portato in giro per l’Italia.

“Potente e fragile” è uno spettacolo in cui i due attori, vicendevolmente, apriranno i propri archivi per riscoprire dove sono nati storie e personaggi. La ricerca. La scrittura. La scena. Incontri. Dati. Testimonianze. Ricordare. Riordinare. Ripensare. Per tornare insieme nei luoghi e nei momenti in cui la vita è apparsa così potente e fragile da poter divenire teatro. Così la definizione dello spettacolo: “Potente e fragile” infatti si può dire che sia è un intreccio di memorie che si sforzano di raccontare la Storia.

Ascanio Celestini e Giuliana Musso mettono in luce storie che zoppicano, tentativi di ricostruire le Verità. Un lavoro in corso, uno studio, un’improvvisazione, un incontro, uno spettacolo sbagliato. Rimettere in fila le parole è un lavoro semplice. Basta registrare e trascrivere. Ma le parole di chi cerca di ricostruire la vita di qualcun altro sono pietre sbilenche che stanno in piedi a fatica. Scricchiolano. Dondolano.

Giuliana Musso: «Potente e fragile non è uno spettacolo nuovo. Non è la casa nuova costruita apposta per starci insieme. È solo un breve viaggio nei luoghi familiari a ciascuno di noi due, fatto così, senza pensarci troppo, solo per avere del tempo insieme. Un appuntamento, un incontro raro. Tiri fuori i diari, gli appunti, apri gli album delle fotografie e uno mostra all’altro i luoghi e i momenti, parli di questo, di quello, guardi insieme le immagini e ascolti le canzoni. Ridi, ti commuovi, ti stupisci, stai zitto. Le nostre foto e i nostri posti sono il teatro che abbiamo fatto».

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