Serate del chiostro Questa sera si parla di Modena barocca
Alle 21 di oggi, presso la Sala Santa Scolastica del Monastero di San Pietro, a Modena, avrà inizio il programma de “Le serate del chiostro”, l’ormai consueto ciclo estivo di incontri...
MODENA. Alle 21 di oggi, presso la Sala Santa Scolastica del Monastero di San Pietro, a Modena, avrà inizio il programma de “Le serate del chiostro”, l’ormai consueto ciclo estivo di incontri dedicati alla cultura e alla storia nella cornice dell’Abbazia benedettina.
Le serate del chiostro sono promosse dall’associazione Terra e Identità e dall’Abbazia dei Padri Benedettini, con il contributo del Comune di Modena e il sostegno di Bper. Il primo dei tre appuntamenti è dedicato alla Modena barocca. Nel 2017 è ricorso il 500° anniversario dell’inizio della Riforma protestante.
A questo importantissimo momento di rottura nella storia europea Terra e Identità ha dedicato un Quaderno del Ducato di quasi 400 pagine. Modena infatti è stata, nel Cinquecento, una delle città che ha maggiormente subìto le conseguenze del dissenso religioso, culminate in una repressione inquisitoriale particolarmente decisa. Ulteriore conseguenza di questa turbolenta pagina di storia cittadina sta nel fatto che il potere religioso e quello civile hanno adottato con solerzia le direttive del Concilio di Trento, tra cui anche quelle indirizzate all’arte della cosiddetta Controriforma (più correttamente Riforma cattolica): il barocco. Il risultato è che oggi Modena può con pieno diritto essere definita una città del barocco, dal momento che numerosi luoghi di culto costituiscono esempi di altissimo livello e di incomparabile bellezza di questa espressione artistica. Durante la serata, dopo una breve introduzione di Elena Bianchini sul barocco a Modena, si succederanno due relatori: Antonio Araldi parlerà della Devotio moderna verso la Riforma mentre la storica dell’arte Graziella Martinelli Braglia affronterà un caso particolare e inedito con una relazione dal titolo “Controriforma e musica in clausura: Sulpizia Cesis monaca in San Geminiano di Modena”.
Il secondo incontro, mercoledì 4 luglio sempre alle 21, sarà dedicato alla peste del 1630 analizzata attraverso i documenti degli archivi parrocchiali di San Pietro. La giovane ricercatrice Diletta Biagini, autrice di uno studio approfondito sugli archivi parrocchiali cittadini, offrirà un resoconto di cosa ha significato per Modena la cosiddetta “peste manzoniana”.
Il terzo e ultimo appuntamento l’11 luglio e affronterà un tema affascinante: come si sono poste le ideologie del XX secolo (comunismo e nazismo) e la Chiesa Cattolica di fronte alle teorie sulla nascita dell’universo? Il relatore sarà Mauro Stenico, sindaco di un piccolo paese del Trentino, studioso di astronomia e autore, tra gli altri, di un ponderoso libro dal titolo La ragionevole creazione. Pochi sanno che la teoria oggi più accreditata sulla nascita dell’universo, quella del Big Bang, è stata implacabilmente contrastata da comunismo e nazismo, il primo perché la riteneva colpevole di avallare il creazionismo religioso, il secondo perché la considerava di matrice ebraica. La Chiesa Cattolica al contrario ha sempre favorito la libera ricerca, tanto che alcuni dei padri fondatori della moderna astronomia erano sacerdoti, nella consapevolezza che avvicinarsi alla verità significa avvicinarsi a Dio. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
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