Vignola, grazie alle proiezioni gli edifici estensi riprendono i colori ormai scomparsi
A Vignola, Modena e Ferrara fino a metà dicembre una ricca serie di iniziative: conferenze, mostre, concerti e rievocazioni storiche
VIGNOLA. Le bellezze storico – artistiche di Modena, Vignola e Ferrara, tre terre dove ha dominato la Signoria Estense dal 1208 al 1859, si accenderanno di luci grazie ad un ricco calendario di appuntamenti che prenderà il via venerdì 13 luglio alle ore 22, quando in Piazza dei Contrari verrà accesa per la prima volta la proiezione luminosa digitale realizzata nell’ambito del progetto “Sogno o son deste”. Seguiranno altri dodici eventi collaterali nell’ambito di Openart, a cominciare dalla conferenza di domenica 15 alle 21 del professor Riccardo Falcinelli, che spiegherà come il colore abbia cambiato il nostro modo di vedere e percepire il mondo, e di altri sette a Ferrara.
« Si tratta di un viaggio alla scoperta della simbologia delle cromie nella contemporaneità – ha sottolineato Giuseppe Pesci coordinatore del progetto – realizzato attraverso un lavoro faticoso ma gratificante con persone esperte che hanno riconosciuto il valore di questa iniziativa che ci mostrerà esempi di un’arte passata, spesso distrutta dal tempo e dalle intemperie, con costi molto bassi». Così rivivranno le facciate di alcuni prestigiosi edifici, decorati secondo la moda del tempo, con particolari che secondo il critico d’arte Argan, hanno funzioni architettoniche “parlanti”.
Achille Lodovisi , ideatore della manifestazione, spiega: «Ci premeva raccontare di questi dipinti, trovandone le tracce e mostrandoli grazie alla tecnologie. La sfida è stata passare dalle proiezioni di immagini in movimento a quelle statiche, più problematiche». Per giungere a questo è stata necessaria la collaborazione delle Università di Architettura in particolare quella di Ferrara, di restauratori , di studiosi ed esperti tra cui la soprintendente regionale Carla di Francesco.
«Procedendo in questo modo - ha concluso Lodovisi – siamo arrivati ad avere una banca dati per ogni edificio preso in esame , preziosissima, sempre disponibile, fondamentale in caso di eventi distruttivi come il terremoto, a cui si può accedere in caso di necessità. Una realizzazione che non ha un termine, ma che può proseguire all’infinito vista la ricchezza unica al mondo di capolavori di cui è dotata l’Italia» . Proprio su questo nostro patrimonio inestimabile si è soffermato il presidente della Fondazione di Vignola Valerio Massimo Manfredi, ricordando che fu la aristocrazia ad abbellirle con fregi e colori oggi scomparsi ma che potremo rivedere grazie a “Sono o son Deste”. —
MARGHERITA GOBERTI.
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