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presentato a “cinè”  

Il libro “Pittori di cinema” Storie e 500 immagini in un’antologia di Baroni

M.V.M.
Il libro “Pittori di cinema” Storie e 500 immagini in un’antologia di Baroni

RICCIONE. Il Gotha dell'industria cinematografica si è riunito a Riccione per l'ottava edizione di “Ciné - Giornate di Cinema” dove sono stati presentati i film che vedremo fino al prossimo gennaio....

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RICCIONE. Il Gotha dell'industria cinematografica si è riunito a Riccione per l'ottava edizione di “Ciné - Giornate di Cinema” dove sono stati presentati i film che vedremo fino al prossimo gennaio. L'occasione ideale per Maurizio Baroni, il collezionista castelfranchese di cimeli riguardanti il cinema tra i quali oltre 25.000 manifesti, per presentare il suo ultimo libro, “Pittori di Cinema”, pubblicato da Lazy Dog Press (con book design curato da Bunker e in vendita nelle librerie e sul sito www.pittoridicinema.it).

Un’opera monumentale che raccoglie 500 immagini (di cui molte inedite) e narra la vite (quasi sconosciute) di coloro che hanno realizzato questi capolavori: i cartellonisti. A cominciare dal dopoguerra, l’industria cinematografica italiana ha avuto la necessità di coinvolgere gli artisti per illustrare e promuovere i propri film. Nacquero così i “pittori di cinema” come Symeoni, De Seta, Campeggi, i fratelli Nistri e tantissimi altri. In molti casi veri e propri artisti, influenzati dalle correnti d’avanguardia della pittura a loro contemporanea, che con le loro immagini si sono preoccupati di restituire l’atmosfera legata a un film prima ancora che gli spettatori lo vedessero nelle sale.

La passione di Baroni per le “locandine” è nata quando, ancora bambino, rimase incantato durante la proiezione de “I 400 colpi” di Truffaut, ed emulando il protagonista del film iniziò a “raccogliere” questi momenti di cinema. Il libro può essere letto attraverso varie angolazioni, scegliendo se seguire il punto di vista di Baroni, molto intimista e protagonista in prima persona avendo conosciuto quasi tutti i 29 disegnatori, gli attori ritratti, i registi e anche i produttori. Il racconto che ne esce é ricco di testimonianze, con tanti retroscena e aneddoti. La seconda chiave di lettura è quella fornitaci dal calligrafo Luca Barcellona che si sofferma sul lettering, altro elemento portante dei cartelloni, mentre il graphic designer Andrea Mi si interroga sulla loro eredità. Terza prospettiva, quella della storica dell’arte Alessandra Cesselon che presenta uno per uno i pittori, contestualizzando le loro opere nell’ambiente artistico dell’epoca. Evitando la definizione “cartellonisti”, la studiosa rivendica una piena riabilitazione di quella che non esita a definire vera e propria corrente artistica. Il volume raccoglie le vite e le opere di 29 “pittori di cinema”. La prefazione è di Carlo Verdone, amico di Baroni nonché suo estimatore per quanto il collezionista ha fatto e continua a fare per il cinema italiano.

M.V.M..

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