Gazzetta di Modena

Motta a Soliera presenta il nuovo “Vivere o Morire”, il cd della maturità

Ombretta Guerri
Motta a Soliera presenta il nuovo “Vivere o Morire”, il cd della maturità

Intervista al cantautore che si racconta tra musica, affetti e il bisogno di lanciare un messaggio politico

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SOLIERA. Francesco Motta è un cantautore tra i più ispirati ed originali degli ultimi anni. Ha uno stile tutto suo, testi intensi e bellissimi. Sarà lui il protagonista di Arti Vive Festival con un concerto in programma per questa sera, alle 21.30, in piazza Lusvuardi. Presenterà il suo ultimo disco “Vivere o morire” ma anche il suo primo lavoro, quello che lo ha fatto conoscere e che si intitola “La fine dei vent’anni”. Il costo del biglietto è di 16 euro più prevendita, acquistabile tramite ticketone e in tutti i punti vendita Ticketone e Vivaticket.

Come sei cambiato in “Vivere o morire” rispetto al tuo esordio da solista con “La fine dei vent’anni”?

«Gli ultimi due anni mi hanno cambiato molto, senza dubbio. Andare in tour è stato per me un pieno di tante botte emotive e non ero preparato, non riesco a farmi scivolare le cose addosso. Ma questo percorso mi ha fatto crescere, mi sento più pronto ad amare ed ho imparato a stare bene da solo, prima facevo più fatica».

Quanto ci hai messo a realizzare “Vivere o morire”?

«Ci ho messo 31 anni… nel senso che è un disco più intimo del primo, ho dovuto scavare nel mio passato e non è stato semplice. Anche perché dire la verità è scomodo e difficile».

Ti piace di più stare in studio o fare concerti?

«Senz’altro fare concerti, mi fa sentire libero, per me è come festeggiare. Mentre faccio un disco invece sono intrattabile e mi sento molto meglio solo dopo averlo finito».

Hai un rapporto stretto con i tuoi genitori. Si parla di tuo padre in entrambi i dischi e proprio lui è il protagonista insieme a te del video di “Del tempo che passa la felicità”.

«Sì con i miei genitori ho sempre avuto un bel rapporto, mi hanno sostenuto nelle mie scelte, crescendo poi la situazione è diventata ancora migliore. Da adulto inizi ad avere un certo distacco che ti permette di vedere i tuoi genitori in modo più “umano”, con pregi e difetti e questo me li ha fatti amare ancora di più».

Nei giorni scorsi con un post ti sei schierato apertamente contro Salvini e le sue politiche sull’immigrazione…

«Sì penso che la musica in generale sia uno strumento per dare messaggi importanti e che i social non debbano essere usati solo per fare i “fighi” ma per dire qualcosa. Non è retorico affermare che la situazione attuale è pericolosissima per il nostro Paese e condividere un pensiero di sinistra in questo momento mi fa stare meglio». —


 

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