Sogni di benessere Storia dell’eredità arrivata dal Brasile
E in un altro caso due a processo per aver falsificato durante il funerale le ultime volontà di un parente
rolando bussi
A fine giugno del 1951 il tenore Di Stefano aveva investito sulla Via Emilia, alla “Casa Rigata”, con la sua “Mercury”, un ciclista che procedeva verso Modena, provocandogli gravi lesioni, ma lo aveva prontamente soccorso. In Pretura si svolge alla fine di gennaio un processo, ma Di Stefano non si presenta dichiarando di essere indisposto, con grandissima delusione dei numerosissimi curiosi accorsi per vederlo. Viene assolto con formula piena “perchè il fatto non sussiste”. Ma c’è anche un altro processo. Esce una rivista, “Modena senza maschera”, e il responsabile viene denunciato all’Autorità giudiziaria in base alla legge sulle pubblicazioni contro la morale. La Questura aveva ordinato il sequestro della pubblicazione presso le edicole (confesso di non avere trovato alcuna traccia di questa rivista probabilmente un poco “osée” per l’epoca).
D’altronde il Questore aveva ordinato: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico … è consentito l’uso delle maschere solo nei teatri e negli altri locali aperti al pubblico, in occasione di veglioni mascherati debitamente autorizzati, a condizione che le persone mascherate vi si rechino in vettura chiusa e si facciano preventivamente riconoscere dal direttore”.
E davanti al Pretore, “imputato di violazione agli obblighi di assistenza familiare”, compare un modenese, denunciato dalla consorte napoletana, che “dicendosi stanco della “eccessiva petulanza” della consorte aveva fatto i bagagli scomparendo dalla circolazione. SEGUE A PAG. 20
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