Gazzetta di Modena

“Il genio di Paz”: a 30 anni dalla morte esposti fumetti e illustrazioni  Dalle strisce comiche su Pertini, alle Sturiellett, ai manifesti pubblicitari 

Sotto il segno graffiante di Andrea Pazienza Mostra a palazzo Piella

Michele Fuoco
Sotto il segno graffiante di Andrea Pazienza Mostra a palazzo Piella

castelfranco Una particolare disposizione al segno ludico, ironico, dirompente ma pure di gioiosa vitalità: è quanto emerge dalla mostra “Il genio di Paz” dedicata ad Andrea Pazienza, a 30 anni...

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Una particolare disposizione al segno ludico, ironico, dirompente ma pure di gioiosa vitalità: è quanto emerge dalla mostra “Il genio di Paz” dedicata ad Andrea Pazienza, a 30 anni dalla morte, in tre sale di Palazzo Piella. Fumetti e illustrazioni, tra gli anni 70 e 80, consentono di verificare come il poliedrico artista abbia saputo cogliere le voci di una multiforme esistenza rivelata in un vasto repertorio e nel vigore di “brucianti” immagini. Singolari modi stilistici improntano i suoi lavori, con personaggi di inconfondibili fisionomie, di immediatezza di rappresentazione attraverso ricchezza di dati, di elementi segnici: dalle striscie comiche di Pertini e Pazienza partigiani, alle storie venate di sadismo di Zanardi, al mondo fantastico delle straordinarie avventure di Pentothal, fino al graphic novel degli ultimi giorni di Pompeo, passando per vignette, illustrazioni e “sturiellett”.

Sotto tiro, tra bonarietà e irriverenza, soprattutto il presidente della Repubblica Sandro Pertini verso il quale il fumettista nutriva simpatia ed affetto. Vignette e strisce mettono in risalto, con slittamenti anche in territori fantastici, le avventure partigiane di Pertini, supereroe dei nostri tempi, e il suo allievo (Paz) che subisce i rimproveri del saggio maestro, mentre deve combattere contro l’invisibile esercito nemico. Il fumettista tende ad individuare gli elementi essenziali per ricostruire i personaggi e le scene: dalle avventure dell’egocentrico, malvagio e sadico Zanardi, che pure è capace di commozione, a quelle, tra sogno e realtà, di Pentothal, apparse sulla rivista Alter Alter. Sorvegliata è sempre la costruzione delle immagini di manifesti pubblicitari, tra cui quello della “Città delle donne” di Federico Fellini del 1980, e copertine di dischi per la P.F.M., Roberto Vecchioni, Claudio Lolli e Alberto Fortis.

Sue anche le scenografie per spettacoli teatrali, le Sturiellett brevi racconti di vivace fantasia, quattro tavole del racconto “La Scuola”. Pazienza ha collaborato con la rivista Il Male fondata nel 1977 da Pino Zac e Vauro. Tra le famose notizie assolutamente inventate, quella di Ugo Tognazzi capo delle Brigate Rosse, ammanettato e scortato dai carabinieri. Con le sue vignette Pazienza ha dato vita a figure non solo della politica. Ricordiamo il brigadiere, il tossico, il domatore di dinosauri o di galline, con una saporosa caratterizzazione dei personaggi, senza mai assumere il tono sdegnoso dell’inquisitore. Incisiva la sua lezione per tanti allievi, anche se Paz, morto nel 1988, è vissuto solo 32 anni. —



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