Collettiva di maestri del ‘900 per un omaggio alla Costituzione
Alla galleria Leonardo Da Vinci il modenese Enrico Manelli. Con lui Bagnoli, Bubani, Casadei, Lenzini, Nittolo, Piraccini, Sansavino, Zamboni
CESENATICO
Dal Palazzo della Regione Emilia-Romagna di Bologna, in dicembre scorso, a Cesenatico presso la Galleria Comunale “Leonardo da Vinci”, con successive tappe anche in altre città: è l'iter della mostra di maestri del Novecento che omaggiano la Costituzione Italiana che ha compiuto settanta anni.
Tra i dieci artisti scelti in occasione di questo importante compleanno, anche il modenese Enrico Manelli, docente di scenografia all'Accademia di Bologna e già direttore dell'Accademia di Ravenna. Per questo evento, che vuole rendere alla Carta fondamentale del nostro Paese, si è voluto legare alla Costituzione il nome della partigiana Iris Versari, Medaglia d'Oro al Valor Militare, nel cui ricordo è nata l'associazione culturale che ritiene come “il filo che lega Iris, che ventenne sacrificò la propria vita nella lotta di Liberazione, e la Costituzione sia forte, saldo e vivo”.
Diversi i modi per affrontare il tema della Costituzione. Enrico Manelli ne fa, nell'immagine di una donna, la più bella, una figura di culto, di santificazione, di elevazione morale che, tuttavia, disperde dal suo drappo parole, lettere, con allusioni a chi cerca di cambiare, violare gli articoli di cui la Costituzione si nutre.
A ciò si lega l'altra opera a tecnica mista (acrilico, pastello, matita), dal titolo “persa nel polverio di 70 anni”, di connotazione anche fantastica carica, con travisamenti di forme e strutture, di elementi simbolici (la stella, la cartina geografica dell'Italia), con rimandi alla non applicazione dei doveri dell'uomo nei confronti della natura, degli animali e di ciò che lo circonda.
Con l'immagine di una donna Lidia Bagnoli di Castelnuovo ne' Monti, afferma l'idea dell’“Italia” nella progressiva fattualità e rappresentazione. A soluzioni astratte, tra segni liberi e forme della natura Pier Giovanni Bubani di Bagnocavallo propone “i dipinti della staffetta”. Con uno studio di riflessione sulla Costituzione Cristian Casadei esprime l’impegno d’artista.
Sul concetto della dissoluzione della materia, del corpo, per una ritrovata spritualità, si sofferma Pietro Lenzini (Limen), docente a Bologna, con la “figura tecnica”. Come tracce della memoria si pongono i lavori, a mosaico, di Felice Nittolo di Capriglia Irpina. Nel marinaio esalta la forza del lavoro e nella figura femminile la forza della bellezza Osvaldo Piraccini, di Cesena. Con frammenti di legno, a forma di cuori in una teca in pelexiglass il forlivese Massimo Sansavino ricorda gli scafi dei migranti approdati a Lampedusa. Il bolognese Alberto Zamboni afferma “la storia siamo noi”, in quanto l'uomo è artefice del proprio avvenire. —
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