Gazzetta di Modena

Arriva in continente “Time in jazz” di Fresu: musica e danza da Berchidda a Modena

NICOLA CALICCHIO
Arriva in continente “Time in jazz” di Fresu: musica e danza da Berchidda a Modena

Tanti gli appuntamenti ai Giardini ducali a Modena. E alle 22 il concerto del trombettista con il chitarrista Bebo Ferra

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MODENA. Aria di Sardegna ai Giardini Ducali, con Paolo Fresu, direttore artistico del Festival internazionale “Time in Jazz”, che da 31 anni si svolge nel suo paese natale, Berchidda, e che, per la prima volta, “esporta in continente” in un nuovo territorio.

L’esclusiva Preview di Time in Jazz 2018 arriva nel parco del centro di Modena, in corso Canalgrande, fino al 19 luglio grazie anche a BPER Banca, nell'ambito della rassegna Giardini d’Estate a cura di Studio’s, per l'Estate modenese organizzata dal Comune con sostegno di Hera e Fondazione Cassa di risparmio di Modena.

il 17 luglio i si parte alle 18 con un laboratorio didattico musicale per bambini ideato e realizzato dalla violinista Sonia Peana e dall’illustratore Alessandro Sanna: “Nel suono e nel segno”, un progetto, fatto di suoni e immagini realizzate dal vivo, per avvicinare i piccoli alla creatività. Alle 21, invece, si presenta il libro “Time in Jazz”, edito dalla Franco Cosimo Panini: Paolo Fresu ed Eugenio Tangerini, accompagnano gli spettatori nella storia dei primi trent’anni del festival con aneddoti mai svelati e immagini scelte tra le decine di migliaia inviate dai fotografi che negli anni hanno immortalato Time in Jazz. Al termine, un momento di magia visiva e musicale grazie a Elena Annovi, danzatrice internazionale (modenese), a improvvisare sulle note live di Paolo Fresu.

Alle 22 la tromba di Fresu e la chitarra elettrica di Bebo Ferra incanteranno il pubblico con un progetto nel quale il musicista sardo gioca sui dialoghi, punta la tromba, o il flicorno, verso Ferra e intreccia un fitto tessuto di domanda e risposta. Fuori dal cliché della figurazione del duo, in maniera moderna e sorprendente.

Musica “melangé” la definisce Fresu ma, in realtà, solo di jazz si tratta, sia pure meticciato con altri linguaggi, ma carico di una straordinaria energia dinamica e colmo di buone invenzioni. Fresu, in questa occasione, gioca sui dialoghi, punta la tromba, o il flicorno, verso Ferra e intreccia un fitto tessuto di domanda e risposta.

Uscendo, in breve, dal più classico cliché della figurazione del duo, in maniera decisamente moderna e sorprendente. Suonano temi originali ma anche vecchie canzoni che assumono nel suono del flicorno una intensa liricità anche se la melodia si avvicina raramente all'originale. Fresu è chiuso nel bozzolo di una invenzione continua, non importa quale sia il titolo del tema, è sempre musica sua, intrisa di una tenera felicità, sia quando si abbandona a un lirismo quieto, sia quando si scapicolla su ritmi più dinamici.

E Ferra con un fraseggio asciutto, introverso, cresce di concerto in concerto andandosi a conquistare la palma di uno fra i più innovativi ed attenti innovatori di uno stile chitarristico moderno che trova poche altre esemplificazioni a tale livello espressivo e qualitativo. —

NICOLA CALICCHIO .

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