Gabriele Trankida dopo Radio Bruno secondo album e un nuovo stile
Il giovane cantautore formiginese si presenta e racconta il suo debutto in piazza Martiri»
FORMIGINE. Trankida, cantautore dall'animo soul e carattere funky, è stato uno dei tre artisti modenesi che hanno aperto la tappa carpigiana del Radio Bruno Estate. L'artista formiginese, dal 2004, con diverse compagnie amatoriali porta in scena, musical tra cui Notre dame de Paris, Romeo e Giulietta, Moulin Rouge e altri classici del panorama internazionale. In questi anni e dopo queste sue esperienze, Trankida ha maturato la scelta di seguire definitivamente lo stile americano. Gabriele Tranchida (questo il suo vero nome) nel tempo ha scritto diverse canzoni inedite fino ad arrivare a pubblicare il suo primo disco dal titolo: “Com’è” (Palart Records), arrangiato da Alex Bagnoli, autore anche di parte delle musiche. Da questo suo nuovo progetto sono stati estratti ben tre singoli che hanno avuto un ottimo riscontro da parte dei suoi fan.
Trankida, che emozione hai provato nel cantare davanti a oltre 12mila persone in Piazza Martiri per il Radio Bruno Estate?
«Una emozione ed una carica incredibili. Più cose di questo tipo fai e più ne vorresti fare».
Puoi parlarci del brano presentato “Pace ammirevole”?
«La canzone parla della fine di una storia, nonostante i ritorni. Dopo essersi consumati a dovere, arriva la consapevolezza che è meglio slegarsi da una relazione non più sana. Solo così si riscopre la serenità anche nell’essere soli, qualcosa di fresco, addirittura invidiabile».
Quando è nato il tuo amore per la musica?
«Diciamo intorno agli 11 anni. Un mio amico suonava la chitarra e ogni volta che ci vedevamo iniziava a fare l’intro di Nobody’s wife di Anouk, a me faceva impazzire quel giro ed ho cominciato a cantare».
Quali sono i tuoi artisti di riferimento?
«Ce ne sono troppi ma cito il primo a cui mi sono ispirato davvero, sin da subito: Stevie Wonder».
Sei tu a scrivere i testi delle canzoni oppure c'è uno staff che ti segue?
«Scrivere mi piace quasi più che cantare. Non riuscirei a cantare qualcosa che non abbia vissuto in prima persona perciò, scrivo io le cose che vivo e poi canto. Nonostante ciò, nell’album, ci sono due pezzi di Marco Baroni, un bravissimo cantautore che sa esprimersi in maniera ottima trovando il mio consenso».
È difficile emergere come cantante se non si passa attraverso i talent?
«Difficilissimo. Purtroppo la credibilità di un artista è stata relegata alla televisione. Ti portano a credere che, se non passi da lì, non vali abbastanza. Questa è una cosa molto grave perché allontana gli artisti dalla vera, semplice e pura arte, spostando gli equilibri. Ora tutti pensano al miglior modo per farsi vedere e non a quello per farsi... sentire».
Hai provato con i social?
«Oggi tutti pubblicano tutto. Io sono sui social e pubblico quello che faccio ma non mi faccio troppe domande se continuo ad essere una goccia in mezzo al mare».
Fino adesso più delusioni o più soddisfazioni?
«Assolutamente tante soddisfazioni».
Stai preparando qualcosa di nuovo?
«Stiamo lavorando ad un album nuovo, nuovo anche nel genere. Meno amore, un pizzico di cinismo ma sempre verità». —
NICOLA CALICCHIO. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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