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“La casa dei segni”: il Frignano in un’antologia di racconti

Michele Fuoco

modenaÈ un viaggio nella memoria della terra del Frignano quello proposto nel libro “La casa dei segni” (Elis Colombini editore, pp. 310, euro 15) da Gabriele Sorrentino, Romina Volpi, Massimiliano...

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È un viaggio nella memoria della terra del Frignano quello proposto nel libro “La casa dei segni” (Elis Colombini editore, pp. 310, euro 15) da Gabriele Sorrentino, Romina Volpi, Massimiliano Prandini, Sara Bosi, Marco Panini, Daniele Biagioni, Daniela Ori e Elisabetta Ronchetti.

I racconti non si arrestano al mondo delle cose visibili e tangibili, ma abbracciano il mondo dell’immaginario di quei luoghi che hanno ispirato artisti importanti del territorio, come Walter Mac Mazzieri e Gino Covili. Anche gli scrittori dell’Associazione “i Semi Neri” si sono dichiarati pronti ad ogni avventura nella sfera della fantasia, del sogno, narrando storie che trovano legami con tradizioni, leggende, riti e miti “coltivati” per lunghi secoli, dal Duecento al Settecento. Il racconto iniziale “La lunga notte” di Sorrentino si offre pure come pretesto, con la presenza di due ragazzi che in una note gelida trovano fortunatamente un posto adatto a scaldarsi le mani e a narrare fatti remoti, per far rivivere vicende antiche nella dimensione di una favola, nel legame tra il reale e il prodigioso. Una visione della vita che intreccia cose guardate attraverso un comune velo di tristezza, una umanità faticosa, l’amore proprio e per gli altri, la passione, l’umana dignità, la semplicità delle esperienze. Ma anche la realtà dolorosa, gli smarrimenti, la rassegnazione austera e triste, la malinconia, i pochi momenti di felicità totale, i sensi arcani, gli sconfinamenti illusori.

Tanti i segni della memoria e della poesia da scoprire nel Frignano, un regno quasi incorruttibile che consente agli scrittori un’operazione di metamorfosi, scavando nella profondità di vicende molto lontane, sostenute anche dalla fede, che nel doppio segno della speranza e della grazia, ha scandito storie della civiltà contadina. “I fatti narrati – scrive Andrea Pini nella presentazione - frutto della vivida immaginazione degli autori, hanno luogo non nei grandi centri, ma in piccoli borghi, dove si svolse la vera storia della popolazione frignanese, una storia di povertà, di carestie, di lotte contro la forza della natura, di migrazioni; vi è la traccia della sottile millenaria lotta tra la fede cristiana e le religioni arcaiche, si sente l’eco potente di feste religiose e popolari”. Il libro sarà presentato il 6 ottobre, alle 18 presso la Libreria Ubik. Conduzione affidata a Manuela Fiorini. —





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