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Antonello Maria Giacobazzi: debutto in giallo con l’avv. Bradac

Michele Fuoco

MODENAÈ il primo romanzo, ma Antonello Maria Giacobazzi rivela le caratteristiche di un “giallista” di razza. “Legal thriller” chiama Giacobazzi il suo “L’avvocato Bradac. Certe cause non si vincono...

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È il primo romanzo, ma Antonello Maria Giacobazzi rivela le caratteristiche di un “giallista” di razza. “Legal thriller” chiama Giacobazzi il suo “L’avvocato Bradac. Certe cause non si vincono mai” (Astro edizioni, pp. 158, euro 13,90), di recente nelle librerie. Di sorprendente efficacia le vicende che si situano su vari piani narrativi e ambienti diversi che sembrano calzare a pennello a personaggi, spesso legati al mondo della giustizia, come del resto è l’autore che, dal 2012, è avvocato cassazionista. Protagonista è l’avvocato civilista Bradac che riceve “il caso” della sua vita da un collega avvocato, il povero Caiazzo che muore improvvisamente in Tribunale, prima della discussione processuale. Un caso misterioso che si sviluppa tra Modena, Monte Milone in provincia di Napoli e la Russia. In gioco c’è l’affidamento di Sasha, conteso tra i genitori. Bradac dovrà vedersela con il gioco sporco di Mani d’oro, il collega di controparte difensore di Soldati uomo potente e dal passato non chiaro che pensa di comprare la giustizia con il denaro.

La vicenda vede protagonisti Luigi Alberto Domenico Starmann avvocato e maestro di Bradac che a causa di un processo intentato contro di lui dà chiari segni di malessere psicologico. È lui, avvocato poeta scacchista, ad aiutare il suo collega e allievo con preziosi consigli, non sottraendosi a citazioni shakespeariane. Sulla scena anche Laura Del Rio (la Zarina), la donna giudice, “croce e delizia”, di cui Bradac è innamorato da 20 anni; Francesco, avvocato penalista con cui Bradac si confronta in un bar di Calle di Luca e che ha il ruolo di confidente in tutto questo caso. Tra le visioni di Caiazzo e una querela contro di lui al consiglio disciplinare degli avvocati, Bradac, grande fumatore e amante della boxe (nel suo studio si allena con il sacco da boxe che è vicino ad una edizione della “Recherche” di Marcel Proust), sembra cedere all’offerta di Mani d’oro. Ma niente è come può apparire…

La lettura è d’obbligo, anche perché il libro ti permette di entrare in punta di piedi in un Tribunale e di sbirciare questo mondo con lo sguardo dell’autore che questo mondo lo conosce molto bene e lo presenta, con un linguaggio vivace e di saporosa ironia, in uno stile che mira a riflettere su dati reali, senza abbellirli di ottimismo. Giacobazzi è già alle prese con il secondo romanzo. Da credere che Bradac possa diventare una sorta di eroe popolare, con la possibilità di fornire ampia materia alle trasposizioni del cinema. —



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