Gazzetta di Modena

san cesario 

Si apre Arcipelaghi Sonori il festival della musica etnica

Si apre Arcipelaghi Sonori il festival della musica etnica

A Villa Boschetti primo concerto col duo Duoende, cui seguiranno SuRealistas. Domani sarà la volta di Davide Ambrogio e, a chiudere, il gruppo ungherese Cimbaliband

2 MINUTI DI LETTURA





SAN CESARIO

Oggi e domani, 17 e 18 agosto, presso Villa Boschetti, si svolge il festival internazionale di musica etnica “Arcipelaghi sonori”. Sarà il duo Duoende, organetto e pianoforte, ad aprire l'appuntamento di oggi, alle 21. Il duo nasce dall’incontro di musicisti provenienti da esperienze musicali molto diverse. Giulia Grassi, pianista, da sempre si è dedicata allo studio della musica classica. Francesco Berrafato, organettista, si è indirizzato verso la musica popolare e tradizionale. Attraverso sia la reinterpretazione di brani del repertorio classico e tradizionale che la composizione di un repertorio originale, il duo vuole rappresentare un dialogo tra i diversi generi musicali ed una fusione tra la struttura della musica classica occidentale e la circolarità e libertà tipiche della musica tradizionale. A seguire l’esibizione dei SuRealistas. Il gruppo, originariamente composto da tre fratelli argentini, è diventato un ottetto che conta elementi di provenienza dal nostro Meridione. Grazie alle composizioni di Jeremías e Joaquín, il repertorio è completamente originale, seppur fortemente legato alla tradizione latinoamericana e ai ritmi argentini, caraibici e brasiliani.

Domani, sempre alle 21, si prosegue con il polistrumentista Davide Ambrogio (voce, chitarra elettrica, loop station, lira cretese, zampogna, percussioni) con lo spettacolo “Evocazioni e Invocazioni”, progetto in Solo dedicato alla voce ed al canto come strumento d'espressione sociale e artistica. Uno spettacolo dove gli strumenti musicali sono messi a disposizione della voce; chitarra, lire, fiati e percussioni contribuiscono, infatti, nel creare quell'ambiente sonoro dove la forza evocativa e invocativa del canto viene fuori.

Chiuderanno la seconda serata del Festival i Cimbaliband, musicisti ungheresi ispirati alla musica folk dell’Est Europa rivisitata in chiave moderna con l’uso virtuosistico del cimbalom abbinato a fisarmonica, violino, chitarra, contrabbasso e darbuka. Sarà un’occasione per viaggiare con la musica verso terre lontane e ascoltare strumenti e canti popolari delle genti “csángó”, minoranze ungheresi che popolano la Moldavia rumena. I concerti sono a ingresso gratuito. Il festival sarà contornato da stand gastronomici organizzati dall’Associazione Le Contrade di San Cesario. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google