Gazzetta di Modena

Massimo Bubola: parole e musica d’autore al Grandemilia di Modena

Massimo Bubola: parole e musica d’autore al Grandemilia di Modena

Il musicista presenta “Ballate senza nome” storie di vita e di morte dei soldati al fronte

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il Poesia Festival, che si terrà dal 17 al 23 settembre in provincia di Modena, si presenta con un'anteprima al pubblico dando appuntamento, alle 20.30 di oggi, all'Arena Grandemilia con il noto musicista Massimo Bubola, cantautore e autore, insieme a Fabrizio De Andrè, di canzoni come “Fiume Sand Creek”, “Hotel Supramonte”, “Franziska”, “Don Raffaè”.

L'appuntamento, con le sue “Ballate senza nome”, è a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Bubola si è caratterizzato da sempre per una poetica ispirata alla tradizione della musica popolare e alla poesia contemporanea. Il suo percorso musicale è cresciuto accanto a quello di autore letterario di poesie e romanzi, ha infatti recentemente pubblicato il libro “Ballata senza nome” frutto del suo lavoro di ricerca e documentazione del patrimonio storico, artistico e musicale legato alla Prima Guerra Mondiale.

A cento anni dalla battaglia di Caporetto, Bubola dà voce ai soldati caduti e lo fa con una prosa musicale, una ballata appunto. Undici giovani uomini raccontano le loro vicende, amori, affetti, speranze, diversi ma tutti accomunati dallo stesso tragico epilogo: “Qui la morte vince sempre, come gli imbroglioni che truccano le carte nelle sagre e come nell'affresco del mio paese di montagna a Clusone, all'Oratorio dei Disciplini che un tempo mi impressionava tanto: Il Trionfo della Morte”.

Nella basilica di Aquileia, il 28 ottobre 1921, c’è una donna che cammina tra undici bare allineate.

È Maria Bergamas, la donna scelta in rappresentanza di tutte le madri italiane che hanno perso il figlio durante la Prima Guerra Mondiale.

Maria deve scegliere, tra gli undici feretri, quello che verrà tumulato a Roma e che diventerà simbolo di tutti i soldati caduti, nel monumento al Milite Ignoto. La donna passa davanti a ogni bara, le sfiora con la mano, ognuna di loro ha una storia da raccontare.

Sono giovani, strappati alle madri e ai figli, ai loro amori, finiti come carne da macello a morire in una guerra durissima; nessuno di loro è nato soldato: sono contadini, borghesi, maestri elementari, minatori, fornai, veterinari. Attraverso le voci di questi soldati Bubola ci porta a rivivere in una trance empatica i momenti cruciali dei protagonisti, a riscoprire un’Italia scomparsa.

Oltre alla sua produzione cantautorale - venti album dagli anni ’60, ha pubblicato il suo primo romanzo “Rapsodia delle terre basse”. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google