«Una voce baciata da Dio in una persona rimasta semplice e piacevolissima»
«Ho conosciuto bene il grande tenore - spiega il maestro Gianluigi Gelmetti - e dovevamo anche lavorare insieme all’Opera di Parigi. Poi non se ne fece nulla ed è un rimpianto, ma aveva davvero una...
«Ho conosciuto bene il grande tenore - spiega il maestro Gianluigi Gelmetti - e dovevamo anche lavorare insieme all’Opera di Parigi. Poi non se ne fece nulla ed è un rimpianto, ma aveva davvero una voce baciata da Dio». Gelmetti sta concludendo le ultime prove con l’Orchestra filarmonica italiana e il Coro del teatro comunale, musicisti e cantanti che questa sera saranno protagonisti dell’esecuzione dello “Stabat Mater” di Rossini, per soli, coro a quattro voci miste e orchestra. «Abbiamo lavorato in questi giorni - continua il maestro - e devo dire che abbiamo un quartetto vocale straordinario, giustamente di altissimo livello vista l’occasione. Sono grandi interpreti rossiniani e non solo, tra l’altro a parte la signora Buratto con gli altri ho già lavorato e li conosco bene». Rossini non è semplice: «È veramente complicato perché con la sua opera si è sempre sul filo del rasoio: serve cuore, ma non bisogna esagerare perché non siamo ancora nel pieno Romanticismo. Meglio avere pudore nel metterlo in scena, dare sentimento senza essere eccessivi». Ma la mente di Gelmetti ritorna sempre al ricordo del grande tenore modenese: «Lo Stabat Luciano l’ha fatto spesso e lo faceva bene, essendo una grande voce. In più occasioni ci siamo detti che dovevamo lavorare insieme come un Ballo in maschera a Parigi, ma poi le occasioni della vita non ce lo hanno permesso. Luciano dal punto di vista umano comunque era incredibile, grazie alla sua semplicità e naturalezza faceva sembrare tutto normale in quel mondo che gli girava intorno. Una persona normale, che non si era montata la testa come forse molti avrebbero fatto nelle sue condizioni. Invece lui andava avanti con la sua modestia e per questo era piacevole stare insieme a una delle più importanti voci del ‘900».
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