Modena, immagini antropomorfe nella grafica dell’800 alla galleria La Darsena
Gioca sul rapporto falso-vero, su verità nascoste la mostra “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni”, da oggi al 30 settembre, alla Galleria La Darsena,...
MODENA. Gioca sul rapporto falso-vero, su verità nascoste la mostra “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni”, da oggi al 30 settembre, alla Galleria La Darsena, specializzata in grafica antica di maestri, grafica decorativa e libri antichi. Anche quest’anno la galleria di via Saragozza 85 non ha rinunciato ad organizzare una rassegna, in consonanza col tema “la verità” del Festival di Filosofia. A fare il punto sul carattere della mostra sono i curatori Angela Balestri e Siro Leonelli che sostengono che “le opere possono tutte essere considerate esempio del vecchio adagio, per cui la bellezza (e la verità) sono nell’occhio di chi guarda: paesaggi antropomorfi, figure nascoste, profili celati, si aggiungono alla rappresentazione perché suscitano reazioni, nuove possibilità e finiscono per essere qualcosa di diverso da ciò che sembrano”. Ecco, infatti, un foglio dell’800 raffigura, in orizzontale, un paesaggio naturalistico. Basterà porlo in modo verticale per scoprire un profilo umano. L’acquaforte è di Lampridio Giovanardi di Fabbrico, ingegnere, famoso per aver realizzato splendidi tavoli ad intarsio, connotati anche di pietre dure, che raccontano la storia d’Italia, Napoleone. Li ha collezionati Montorsi di Vignola. Dell’artista reggiano anche, in un’acquaforte, il ritratto di Pio VII che affiora al centro dell’immagine del pellicano, che rappresenta il Cristianesimo, e del serpente (indica l’infinito) che si morde la coda. Alle pareti anche 15 disegni acquerellati del bolognese Giuseppe Missirini con immagini anamorfiche che risultano incomprensibili, ma si ricompongono nella loro leggibilità in un oggetto convesso specchiante. Così una sorta di uccello preistorico si offre nello specchio come figura umana. Curiosi i 100 fogli volanti pubblicitari, dal Seicento all’Ottocento, integri nella loro fascinazione incantatoria, anche perché alcun dotati di immagini xilografiche, che venivano distribuiti alle persone da coloro che decantavano i benefici dei loro prodotti, battezzati come miracolosi. C’è da credere alle proprietà benefiche di pietre curative, sali, creme, unguenti? Oppure si trattava di ciarlatani capaci di convincere tanti creduloni? Verità o truffa? La raccolta è rara e vale la pena apprezzarla. Pensate alle virtù della preziosa pietra serpentina che cura le coliche, la passione di cuore, il male di padrone… In mostra anche un’immagine anamorfica di Luca Leonelli, maestro dell’incisione. Lo scorso anno Skira ha pubblicato il Catalogo ragionato della sua opera grafica. —
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