Gazzetta di Modena

Scabia, Ferroni e poi Branduardi. Si apre il sipario su Poesia Festival a Vignola

MICHELE FUOCO
Scabia, Ferroni e poi Branduardi. Si apre il sipario su Poesia Festival a Vignola

Alle 21 inaugura al teatro Fabbri l’edizione 2018 Conduzione della serata di Miriam Accardo

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VIGNOLA. Appuntamento di grande rilievo per l’inaugurazione di Poesia Festival, questa sera alle 21 al Teatro Fabbri di Vignola. Tre i momenti dell’affollato incontro con il pubblico, aperto a tutti fino ad esaurimento posti, con gli interventi del poeta e drammaturgo Giuliano Scabia, del letterato e critico Giulio Ferroni e di Angelo Branduardi che terrà un concerto in duo con Fabio Valdermarin. A tal proposito segnaliamo, contrariamente a quanto riportato ieri nell’inserto che la Gazzetta di Modena ha dedicato a Poesia Festival, che il concerto di Branduardi sarà questa sera. Inoltre, data la grande richiesta, il concerto sarà anche trasmesso su un maxischermo all’esterno del teatro. È infatti febbrile l’attesa di tanti ammiratori per il cantante, amante della letteratura. A condurre la serata sarà la giornalista Miriam Accardo.

Inizia Giuliano Scabia con la lettura di poesie tratte dalle sue raccolte, di cui la prima è “Padrone & Servo” nel 1964. Interessante ascoltare le liriche di Scabia, membro del movimento d’avanguardia del Gruppo ’63, che dagli anni Sessanta porta la parola drammaturgica ad incontrare la poesia nei versi e nelle letture pubbliche. Segue la lezione magistrale di Giulio Ferroni, già docente alla Sapienza di Roma, al quale si deve la Storia della Letteratura Italiana (Mondadori) in quattro volumi che è tuttora adottata nelle scuole superiori. Si occupa, da critico militante, della letteratura del nostro tempo. La ricerca del grande storico spazia dal Trecento a oggi, prendendo in considerazione anche i generi del teatro e della poesia. Il suo ultimo saggio è “Gli ultimi poeti. Giovanni Giudici e Andrea Zanzotto.

La serata si conclude con la musica colta di Branduardi che ama mescolare i generi: musica popolare, barocca e rinascimentale. E non mancano incursioni nella musica etnica. Tante le suggestioni che vanno dagli Indiani d’America ai versi dei più grandi poeti del Novecento. Branduardi è un vero amante della musica. Ha iniziato la sua carriera come violinista, ma a scuola, “complice” anche l’insegnamento di Franco Fortini, nasce la vocazione per la parola letteraria che incontrerà la musica. E in musica mette anche i testi del poeta russo Esenin, da cui trarrà la nota “Confessioni di un malandrino”. Altre canzoni sono tratte dal poeta irlandese Yeats. Da ricordare “La Lauda” di S. Francesco, le “Ballate d’amore e di morte” che contengono anche antiche ballate inglesi. E sempre più fitto sarà da domani il calendario degli eventi.

MICHELE FUOCO.
 

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