1954, Modena. Quando D’Alema per le Fonderie era un rompiscatole
Giuseppe, padre di Massimo, guidava il Pci modenese e il direttore della fabbrica non gradiva le sue critiche
odena aveva solo lo Stadio “Braglia” come luogo per lo sport. Il 3 giugno il Consiglio Comunale approva all’unanimità la costruzione di un Campo Scuola. Sorgerà qualche anno dopo in Via Alfonso Piazza, vicino all’Autodromo (solo molto più tardi sorgerà in Viale Molza il Palazzetto dello Sport). Sempre in giugno, il 4, un’ondata di scioperi paralizza la Provincia, a cui però non aderisce la C.I.S.L. Ma dal 29 maggio è in atto nelle campagne uno sciopero di braccianti e di bovari: “nelle stalle delle fattorie condotte in economia le mucche lanciano muggiti penosi perché prive di assistenza”.
Qualcuno forse ricorderà che nel “Don Camillo” del 1952 Peppone e la giunta comunale, a corto di fondi, stabiliscono di tassare i terreni dei possidenti a 1.000 lire alla biolca. Filotti, il maggior possidente della zona, si oppone, e i comunisti reagiscono con uno sciopero delle maestranze agricole, che si rifiutano di coltivare i campi e di mungere le vacche dei possidenti a rischio di provocarne la morte: saranno salvate in segreto da don Camillo e Peppone che andranno a mungerle di notte.
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Un avvenimento davvero incredibile viene così raccontato dalla “Gazzetta”: “Due fratelli modenesi, Francesco e Maria Cervetti, dopo quarantadue anni che non si vedevano e dopo almeno venti che non avevano notizia l’uno dell’altra, si sono incontrati per caso a Barcellona, mentre su due navi diverse stavano rientrando in Patria. Francesco Cervetti era emigrato quarantadue anni or sono in Brasile, mentre la sorella Maria si era stabilita a New York nel 1932.
In questi giorni, uno all’insaputa dell’altro, stavano rientrando in Italia per visitare i loro parenti a Riccovolto di Frassinoro, lui sul piroscafo “Bretagne” e lei sul piroscafo “Roma”. A Barcellona le due navi hanno fatto sosta contemporaneamente, e la signora Maria Cervetti, saputo che il “Bretagna” era proveniente dal Brasile, vi si recava a bordo per andare a chiedere a qualche passeggero se per caso conoscesse un certo Francesco Cervetti. Sul “Bretagna” la prima persona che la donna ha interpellato è stato proprio il fratello, senza però riconoscerlo. Questi, sentendo chiedere notizie di sé, ha capito di trovarsi di fronte alla sorella e le ha gettato le braccia al collo mettendosi a piangere dalla gioia. I due fratelli hanno passato insieme tutto il tempo di sosta delle navi, quindi sono risaliti sui loro piroscafi per ricongiungersi poi a Genova. Di qui hanno iniziato insieme l’ultima parte del viaggio che si concluderà oggi con l’arrivo a Riccovolto. Tra qualche tempo Maria Cervetti ripartirà per New York dove l’aspettano il marito e quattro figli, mentre invece suo fratello, che nel Brasile viveva solo, rimarrà a Riccovolto”.
Incredibile, ma vero, come direbbe una famosa rubrica della “Settimana Enigmistica”, che aveva cominciato la sua pubblicazione nel 1932.
In quegli anni esistevano partiti politici di cui pochi hanno memoria. Uno di questi era il Partito Nazionale Monarchico, e uno degli esponenti di spicco era Achille Lauro, personaggio tanto amato quanto discusso, anche a Napoli, sua città.
Nel 1954 si deve a lui una scissione, con la fondazione del Partito Monarchico Popolare. A Modena, dove pure i monarchici erano una esigua minoranza, la cosa suscita tra loro indignazione, e il segretario provinciale del Partito, Renato Marmiroli, sfida a duello Lauro.
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Accadono anche purtroppo avvenimenti tragici.
A Vignola viene trovata uccisa con un colpo di pistola una giovane donna. Un giovane che da alcuni giorni si aggirava per Vignola si presenta alla Stazione dei Carabinieri denunciando che la sua fidanzata si era suicidata sparandosi con una pistola. Si era trattato invece di un delitto passionale.
La concorrenza sleale non è una novità. La “Motta” di Milano (era nata nel 1919 in un laboratorio artigiano), famosissima per il panettone, aveva creato nel 1950 la divisione gelati con il famoso gelato “Mottarello” e con la “Coppa del nonno”. È costretta a pubblicare un lunghissimo comunicato in cui dichiara che “in base ad accertamenti, fatti anche a mezzo di notai, rivenditori poco scrupolosi a fronte di specifica richiesta del Mottarello consegnano ai clienti prodotti similari di altre Case ponendo con ciò in essere un tipico caso di concorrenza sleale e frode in commercio”.
Abbiamo tutti vissuto il dramma di Genova per il crollo del ponte “Morandi”.
Nel novembre del 1952 la piena del Panaro aveva fatto crollare, fortunatamente senza vittime, due pilastri del ponte “Muratori” a Vignola. Non so quanto tempo occorrerà per ricostruire il ponte di Genova. A Vignola il transito è stato effettuato tramite un ponte di ferro montato sopra il ponte in muratura, e pare che dopo due anni, con una spesa di circa dodici milioni di lire, entro ottobre i lavori saranno terminati.
Ma l’odissea del Panaro non è terminata.
Il 17 luglio sul tratto che va da Bomporto alla foce si verifica un’ecatombe di pesci. Evidentemente, per sostanze velenose uscite da una fogna di uno stabilimento modenese, si sono inquinate le acque del canale Naviglio che sfocia nel Panaro proprio a Bomporto (ricordo benissimo che in fondo a Via Due Canali il deflusso di questi due corsi d’acqua arrivava al Naviglio, e lì l’acqua aveva odori e colori indescrivibili).
Tutti naturalmente sanno chi è Massimo D’Alema. Pochi invece forse sanno che suo padre Giuseppe fu negli anni Cinquanta Segretario della Federazione del Partito Comunista di Modena, anni in cui era ancora vivo il ricordo dell’eccidio delle Fonderie Riunite del 9 gennaio 1950. La tensione alle Fonderie continuava, e così scriveva alla “Gazzetta” il dottor Sinigaglia, direttore delle Fonderie: “Egregio Direttore, apprendo dall’“Unità” che si è svolta alla Crocetta una Festa nel corso della quale il compagno D’Alema si è occupato dei fatti miei in modo tale che non posso fare a meno di dargli una risposta … ”.
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“Il Sig. D’Alema è oltre che il Capo del suo Partito il riconosciuto Commendatore dei credenti del verbo comunista. Però le sue prerogative si limitano territorialmente al cancello di questa fabbrica: qui dentro non è altro che un rompiscatole”. E a Modena arriva “Golia”, una balena di 22 metri di lunghezza, montata su due massicci rimorchi stradali con un complesso di 16 ruote. Sistemata al Palazzo dello Sport, le è stato innalzato attorno un recinto e steso sopra un telone. Per vederla gli adulti spendono 200 lire, e i ragazzi e i militari solo 100 (puzzava un poco, perché ogni due o tre giorni occorrono 200-300 litri di formalina per mantenerla). Una curiosità: l’Azienda Gas scava in Corso Duomo per ampliare le condutture, e salta fuori il “pozzo degli Asini”, così chiamato perché lì si abbeveravano i quadrupedi che entravano in città per raggiungere il “Mercato della legna”. E infine la notizia di una eccezionale impresa italiana. La spedizione alpinistica, partita tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 1954, è riuscita il 31 luglio a scalare per la prima volta nella storia la cima del Karakorum 2, la seconda montagna più alta della Terra, compresa nella catena dell'Himalaya (tra Cina e Pakistan). Composta da 30 componenti, tra alpinisti e ricercatori, la squadra era capitanata dal geologo Ardito Desio, ma a raggiungere materialmente la vetta furono Achille Compagnoni e Lino Lacedelli. Un'impresa senza precedenti nella storia dell'alpinismo italiano e non solo: 8.611 metri percorsi con mezzi e sistemi di sicurezza lontani anni luce da quelli moderni. Determinante fu il contributo di Walter Bonatti e di Amir Mahdi. Il 19 agosto muore Alcide De Gasperi (era nato il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino, in provincia di Trento, all'epoca provincia del Tirolo, una delle regioni dell'Impero austro-ungarico). Nel dicembre del 1945 era stato nominato Presidente del Consiglio dei Ministri, l’ultimo del Regno d’Italia, e mantenne la carica fino all’agosto 1953, dimettendosi per il fallimento della cosiddetta “legge truffa”. Il 23 agosto si celebra in Duomo a Modena una messa di suffragio. — ROLANDO BUSSI bussirolando@gmail.com (
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