Il pop di Fabio Concato a Marano: una storia lunga 40 anni
«Non so se i cantanti pop possano fare poesia, a volte forse ci riescono, d’altronde qui siamo all’interno del Poesia Festival» scherza Fabio Concato
MARANO. «Non so se i cantanti pop possano fare poesia, a volte forse ci riescono, d’altronde qui siamo all’interno del Poesia Festival» scherza Fabio Concato, cantautore che da 40 anni contribuisce a pieno titolo alla poetica della canzone Italiana. Una sala straripante di gente lo ha accolto con calore venerdì sera a Marano, introdotto dal ringraziamento del sindaco e presidente dell'Unione di Terre di Castelli, Emilia Muratori. Se la poesia può esprimersi anche attraverso note e accordi, l'esempio è calzante al concerto di Concato, dove liriche ispirate alle storie di vita quotidiana, all’amore e ai rapporti interpersonali, si coniugano in armonia all’accompagnamento jazz del terzetto di musicisti che compongono lo spettacolo, con pianoforte, basso elettrico e batteria. La storia dell'artista viene ripercorsa, incalzata dalla continua ironia con cui Concato alleggerisce il clima, tra versi, armoniche mitemente ispirate alla bossanova e simpatiche gag autoironiche con cui sdrammatizza anche qualche piccola defaillance sul proprio repertorio. Venerdì sera, al Poesia Festival, Concato è stato capace di trasformare un concerto in una chiacchierata tra amici, sulle note di musica colta, dal retrogusto intellettuale. (a.f.)
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