Terre di Castelli, “Febbre” da poesia Il Festival chiude con un bilancio di presenze record
Sale gremite per gli autori e per gli spettacoli: «Un’edizione che spinge a puntare più in alto»
TERRE DI CASTELLI. “Trionfale” è la parola per dare la dimensione del successo di Poesia Festival, conclusosi domenica, nelle Terre di Castelli e a Castelfranco. Si può tranquillamente parlare di decine di migliaia di persone che hanno assistito, con passione, agli incontri di poesia e spettacoli. Una vera “febbre” della gente di accedere alla cultura della parola, di fare esperienza piena della poesia, dei suoi segreti, rivelazioni, tecniche, delle “tante parole” che vengono anche da lontano, nel moltiplicarsi infinito di voci, esperienze, emozioni, per essere nel vivo del presente”, ha sottolineato lo storico della letteratura Giulio Ferroni all’inaugurazione del festival al Teatro Fabbri di Vignola, con il drammaturgo Giuliano Scabia e Angelo Branduardi che ha tenuto un concerto. Necessario far ricorso ad uno schermo all’esterno del teatro per quelli rimasti fuori. Tanta euforia anche per i concerti di Fabio Concato, James Senese, Ghemon e del Collettivo dei grandi rockers modenesi. E pare incredibile che la lezione di Alberto Bertoni su Umberto Saba presso Villa Cialdini, della famiglia Chiarli, a Ca’ di Sola di Castelvetro, abbia richiamato oltre 300 persone. Se ne attendevano circa cento in una sala. Ecco allora ricorrere, con il conforto della buona stagione, ad uno spazio all’aperto. Significativa la presenza di ragazzi dell’Istituto Tecnico “Barozzi” di Modena che hanno fatto una ricerca su Saba. «È il trionfo - dice Bertoni - della poesia, alla portata di tutti. Abbiamo creato delle alchimie tra poeti, attori e cantautori. Si è creato un clima virtuoso nel comitato scientifico, un affiatamento forte tra personalità diverse che ha consentito di determinare un buon programma. E le iniziative di quest’anno hanno avuto un alto gradimento da parte del pubblico. Da notare il “pieno” anche al Castello di Levizzano per la serata dedicata all’Irlanda, con letture di poesie di Seamus Heaney, Premio Nobel, fatte da Tony Contartese, e musiche dei Cormac». Forte l’entusiasmo per tanti appuntamenti di rilievo, soprattutto per il “maudit” Rimbaud. «Se si continua in questa direzione, occorrerà - afferma il critico Roberto Galaverni - trovare spazi molto più ampi. Il pubblico affezionato dimostra sensibilità e competenze. Grande afflusso anche per gli eventi prettamente poetici, come quelli al femminile, a Castelnuovo nella Sala delle Mura con Frabotta, Candiani e Attanasio». E la Candiani circa 400 persone, tanto che sono state aperte le finestre per permettere l’ascolto a tutti. Occasione per i tanti lettori di acquistare suoi libri che la poetessa ha firmato in mezzora.
«A fronte di un’ eccezionale temperatura meteorologica, un Festival - sintetizza il direttore scientifico Roberto Alperoli - di eccezionale temperatura poetica, che ha prodotto un’eccezionale temperatura sociale. Un’edizione prodigiosa, per qualità e quantità, per gradimento, apprezzamento, gioia diffusa. Un Festival che ci spinge a guardare e ad agire nella direzione di un futuro quotidiano della poesia, cioè della speranza, per mettere radici sempre più profonde, nel territorio e nella vita delle persone. Una perla indimenticabile: la presenza sul palcoscenico del Dadà di Castelfranco, prima della rappresentazione dello spettacolo da lui scritto, “Lo stallo”, di Sandro Luporini, il coautore di tutti gli spettacoli di Giorgio Gaber. Un uomo di 88 anni luminoso, profetico, abitato dalla grazia, dall’ironia, dalla dolcezza, dall’intelligenza. Un regalo senza prezzo, al Festival e a chi ha avuto la fortuna di vederlo». Da un noto personaggio ai giovani che hanno entusiasmato i presenti allo Spazio Famigli di Spilamberto: i Modena City Rimers, i Cardiopoetica e Giovanna Cristina Vivinetto, con la sua poesia che parla di transessualismo. —
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