Varie mutazioni informali nei monotipi di Angelini
MODENAOpere intessute di immagini informali, che sembrano caricarsi di energia, pervenendo all’illusione di forme, persino di volti umani, crea Riccardo Angelini con la tecnica del monotipo, come...
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Opere intessute di immagini informali, che sembrano caricarsi di energia, pervenendo all’illusione di forme, persino di volti umani, crea Riccardo Angelini con la tecnica del monotipo, come mette in luce la mostra “Frammenti. Ricerca dell’informe”, a cura di Federica Petricca, alla Rope Gallery, in via Scarpa. Si tratta per l’artista, che vive anche a Parigi, di cercare il senso dell’esistente che si dibatte nelle mutazioni della materia, fatta di carboncino e polvere su carta. Un’operazione che il monotipo consente, perché la tecnica si fonda sulla gestualità, ma anche su un garbato controllo dell’immagine che si rivelerà, in modo informe, nella sua mutevole e oscura germinazione, rinserrando aspetti di vita in modulazioni di emotività cromatica. La mostra si compone di sei grandi carte, di un video che offre uno “spettacolo” di realizzazione dell’opera, al quale figure in terracotta, ferro e cera assistono. Incurante una che volge lo sguardo dall’altra parte. —
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