Modena: De Nittis, Picasso Depero, Fontana, opere su carta all’Art Consulting
La mostra nello spazio di via Farini fino al 26 con opere che percorrono Otto e Novecento
MODENA
Quattordici opere su carte di autori famosi per la mostra “Dal disegno al segno” nello studio Art Consulting, in via Farini 56. I nomi sono famosi (Picasso, Depero, Lucio Fontana, Arman, Rotella, ma pure De Nittis, Zandomeneghi e Michetti...). Hanno operato nell’Ottocento e nel secolo scorso. Marco Bertoli, consulente, dal 2005, del Dipartimento di Arte Europea del XIX secolo presso Christie’s a New York e Londra, è curatore della rassegna che vuole mettere in luce l’importanza che il disegno assume nella produzione creativa dell’artista, anche per quelli che sembrano distanti da questa tecnica. Non a caso, di recente, si è svolta a Lugano “Wopart”, fiera internazionale d’arte dedicata alle opere su carta, dove l’esperto d’arte modenese ha proposto le opere che ora si possono ammirare nello spazio espositivo del centro. E per puntare subito sui grandi autori, ecco “Dessinateur et modèle” e “Deux femmes” concepiti da Pablo Picasso con un segno di tensione e di vitalità. Di Fortunato Depero, firmatario del Manifesto dell’aeropittura futurista e celebre per i manifesti pubblicitari, è esposto “Il gondoliere”, realizzato nel 1935 con pastello su cartone. Si tratta di “un soggetto usuale per l’artista, soprannominato - dice Bertoli - “coleottero veneziano”. In questo caso la figura si struttura con differenti solidi geometrici, giocando su forti contrasti cromatici, con una gamma dall’arancione al blu”. Del costruttivista Alberto Magnelli che, con altri colleghi, voleva restituire alle arti plastiche tutto il loro valore umano, è alle pareti una carta intelata che raffigura una composizione geometrica. La mostra si spinge verso linguaggi non sempre leggibili. Infatti, se nel “Nudo femminile”, del 1961, Lucio Fontana offre un chiara interpretazione, nel “Concetto spaziale”, un disegno del 1963/1964, l’artista affida alla casualità del gesto la formazione di fori che acquistano una valenza inedita, perché l’immagine dissacratoria appare ordinata. La bidimensionalità si apre, nello sforamento del foglio, all’affioramento del vuoto, quasi a trovare dietro l’opera una terza dimensione. I due disegni indicano anche il percorso “rivoluzionario” dell’artista argentino, morto a Milano nel 1968, all’età di 69 anni. Pone interrogativi anche il grande totem in plexiglass di Arman, che fa parte delle “Accumulations”, con decine di libri, dell’esponente di spicco del Nouveau Réalisme. Siamo distanti all’arte tradizionale. In questo caso il totem si pone come simbolo della violenza esercitata dalla società sulla cultura. Il viso di donna nasce dai décollages che Mimmo Rotella fa dei manifesti di strada. Di Enrico Castellani, invece, una superficie bianca trapuntata. L’arte dell’800 trova figure di primo piano con Federico Zandomeneghi, autore di “Fiocchino rosa in testa” (pastello), in consonanza con i motivi legati all’ambiente mondano ed elegante, nelle suggestioni tra impressionismo e post impressionismo. Di sicuro impianto figurativo è la scena di Michetti, con tre bambini che s’incamminano verso il mercato. Tessuto con sapienza di particolari è il paesaggio naturalistico, ad olio su cartone, di Giuseppe De Nittis. Un paesaggio toscano, a pastello, è quello di Camillo Innocenti. La mostra resterà aperta fino al 26 ottobre, dal lunedì al venerdì 10-13, 15-18. —
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