Gazzetta di Modena

L’Iliade di Riccardo Palmieri al Cajka di Modena

ANDREA MARCHESELLI
L’Iliade di Riccardo Palmieri al Cajka di Modena

La recensione attinge al mito “Iliade. Studio per un assedio”, lo spettacolo di Riccardo Palmieri in scena al Cajka - Teatro d’Avanguardia Popolare (in via della Meccanica) fino ad oggi pomeriggio

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Attinge al mito “Iliade. Studio per un assedio”, lo spettacolo di Riccardo Palmieri in scena al Cajka - Teatro d’Avanguardia Popolare (in via della Meccanica) fino ad oggi pomeriggio, alle 18, e attraverso di esso cerca di recuperare la condizione ancestrale che ha condotto l’uomo ad associarsi nella condivisione dei comuni temi esistenziali. Il poema omerico ha codificato ciò che in origine era una moltiplicazione di racconti coi quali gli aedi erano soliti descrivere le cose del mondo, i suoi pregi e i suoi difetti.

Lo spettacolo, pertanto, procede proprio dalla dimensione di quei cantori e guida a riviverne l’essenza, conducendo lo spettatore ad immergersi nel clima dei banchetti che ne accoglievano i canti.

L’incedere, però, della rappresentazione bruscamente inverte registro e dall’atmosfera conviviale si precipita nel cuore della tragedia descritta dai versi epici, con il passaggio dal racconto orale a una coreografia ove i movimenti scenici di Daria Menichetti alludono ai più profondi moti dell’animo.

La scena si fa più cupa, la serenità scompare mentre emerge lo stridio provocato dall’esplicitazione dei conflitti tra gli eroi emblematici delle diverse condizioni umane.

Una bella idea di teatro, alla fine, fresca e capace di affrontare con leggerezza, prima, e penetrante intensità, dopo, le tematiche con le quali da sempre l’uomo è chiamato a misurarsi. Non è banale riuscire a mantenere tanta gradevolezza nello sviluppo della tragedia, anche se probabilmente alcuni meccanismi interni alla rappresentazione necessitano di ulteriore rodaggio, come è abbastanza inevitabile in un allestimento in prima assoluta. Con Palmieri e Menichetti sulla scena sono Angelo Argentina, Marco Massarotti e Marianna Miozzo, trasformati in maschere mitiche dai costumi di Luca Degl’Antoni e il trucco di Valentina Fogliani. —

ANDREA MARCHESELLI
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google