Gazzetta di Modena

Modena 1955. Boom di vendite per la 600 Si pagano a rate

Rolando Bussi
Modena 1955. Boom di vendite per la 600 Si pagano a rate

Costano 617mila lire e toccano i 95 chilometri orari E si fa la fila nei bar per vedere i programmi televisivi

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L’avvento della TV sta modificando il modo di vivere dei Modenesi

 Pochi ancora se la possono permettere (costa caro anche l’abbonamento), ma molti bar l’hanno comprata, e la gente si siede ordinando un caffè, in attesa che l’annunciatrice Marisa Borroni annunci il programma serale, magari soltanto una messa in onda della “Bohème”.

Ma il 26 novembre andò in onda la prima puntata di “Lascia o raddoppia?”, e nell’ultima puntata su quest’anno parleremo del famoso “controfagotto” del carpigiano Lando Degoli. Il 9 marzo del 1955 a Ginevra, nel Palazzo delle Esposizioni, viene presentata la Fiat “600”. Avrà uno strabiliante successo di vendite e, dopo pochi mesi, il tempo di attesa per la consegna supererà l’anno. Ingredienti strategici del successo furono il prezzo competitivo, ma non stracciato, una buona dotazione e qualità per il prezzo, una buona abitabilità e il buon comportamento stradale che abbinato al buon cambio dava anche soddisfazioni di guida nonostante il piccolo motore. Faceva 95 km all’ora. L'arma vincente fu anche il basso costo di gestione: 14 km con un litro e, con una potenza fiscale di 9CV, una tassa di circolazione di sole 10.000 lire (ne ho guidata una anche io quando presi la patente nel 1961). Costava 617.000 lire e si poteva comprare a rate. Con un anticipo di 285.000 lire le rate mensili in un anno ammontavano a 32.000 lire.

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Era un mese di buon stipendio. Un pensionato arrivava a 5.000 lire.

In un albergo di Mirandola viene arrestato per il reato di “atti contro la morale” Gualtiero Jacopetti. Aveva fondato il settimanale “Cronache”, che ruppe abitudini consolidate. Mentre i settimanali di allora presentano un'Italia in crescita, bella e dal luminoso avvenire, Jacopetti fece l'operazione contraria. Molti furono però i sequestri della rivista: in un periodo in cui anche la pubblicazione di parole come "amante" o "divorzio" era vietata e gli stessi giornalisti si imponevano spesso l'autocensura, questa rivista proponeva argomenti di politica e società in modo più disinibito, fino alla pubblicazione nell’anno di cui stiamo parlando delle foto dell'allora sconosciuta Sophia Loren a cosce nude con la didascalia "Dono di Sofia Loren". L'immagine costò a Jacopetti una condanna per "stampa, vendita e commercio di fotografie oscene" e la chiusura del giornale. Nel 1960 ebbe un enorme successo con il documentario “Mondo cane”, un susseguirsi di usi e costumi bizzarri scovati in giro per il mondo, insieme esotici e crudeli.

Ma torniamo all’arresto. Aveva organizzato nella sua casa un convivio amoroso (due uomini e due donne). Una delle partecipanti era però minorenne. Dopo 59 giorni di carcere accolse il suggerimento degli avvocati e si unì in matrimonio con la ragazza (giugno ’55). Nove anni dopo il matrimonio sarà annullato.

E il 27 aprile, durante una riunione del Consiglio Comunale, si approva la cessione di una parte del terreno dei Giardini Pubblici all’Accademia Militare, che lì costruirà una piscina.

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I maiali fanno parte della nostra cultura culinaria, e quasi tutti i contadini all’epoca avevano almeno un maiale in quello che si chiamava un “ciùs”. Ma lo sviluppo dell’economia aveva dato luogo all’allevamento nelle porcilaie. A Nonantola, in quella del Caseificio Sociale in Via Larga che ospitava più di 150 suini, muoiono all’improvviso più di 45 maiali. Tutti pensano che si sia trattato di un gesto delittuoso, ma alla fine l’esito degli esami dei veterinari lo esclude.

Nel 1921 fu inaugurata la "Regia Scuola popolare operaia per arti e mestieri Fermo Corni". Fu un'istituzione statale fin dall'inizio, e Ugo Pizzoli, che ne fu il primo Direttore, così scriveva: “Un cittadino di largo censo, il Rag. Comm. Fermo Corni, ha voluto offrire un suo tributo al lavoro, fonte prima di ogni onesta ricchezza, dotando il popolo modenese di una scuola che fosse educatrice spirituale e tecnica ad un tempo dei figli del popolo, i quali saranno le maestranze di domani”.

La struttura fu bombardata nel 1944, e il nuovo complesso fu inaugurato solo nel 1962. Ma gli anni Cinquanta del dopoguerra, gli anni della ripresa economica, ne testimoniano l’importanza. Nel 1955 frequentano l’Istituto 2784 studenti, suddivisi in 119 classi.

Ma anche la nostra Università testimonia la ripresa. Nel 1941-42, anno della guerra, gli iscritti alle varie Facoltà sono 984. Nell’anno accademico appena trascorso (1953-54) gli iscritti sono saliti a 4.975. Le Facoltà sono soltanto 4: Medicina e chirurgia, Scienze, Farmacia, Legge, e molti iscritti provengono da altre zone d’Italia.

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E uno studente viene denunciato all’Autorità giudiziaria perché con l’aiuto di un custode si è introdotto di notte nell’Università per truccare l’esito degli esami in cui era stato bocciato.

Ci sono molti furti d’auto, e di alcune non si trova più traccia. Ma stranamente alcune, di varia tipologia, scompaiono, e dopo poco tempo vengono ritrovate assolutamente intatte. Le rubava un ragazzo di soli 13 anni, appassionato di motori! Se ne impossessava, le guidava, non so come, per un poco, e poi le abbandonava e ritornava a casa a piedi. Se pensate a quanti incidenti c’erano! Nel 1954 quelli denunciati furono 1.073, con 30 morti e 955 feriti.

Un padre modenese dona al figlio di cinque anni un lembo di tessuto osseo, permettendo così l’effettuazione di un delicato intervento chirurgico che ha ridato al bambino l’uso della gamba di cui era privo perché colpito da una forma acuta di osteomielite. Il chirurgo era Augusto Bonola (1906-1976), che partecipò giovanissimo nel 1929 alla seconda spedizione di ricerca dei superstiti del dirigibile “Italia”, precipitato sul pack nei pressi delle isole Svalbard il 25 maggio del 1928.

 

Una mattina alcuni operai che si recano al lavoro alla O.C.I. Fiat alla Sacca scorgono appoggiato al ponte sul canale Naviglio un ciclomotore abbandonato. Sulla sella una lettera diceva: “Chiedo perdono ai miei genitori … soffro atrocemente e ho deciso di uccidermi”. La lettera era stata scritta da un giovane dipendente della Fiat. Subito iniziano le ricerche del corpo, facendo chiudere le saracinesche del mulino “Sitta” ai Mulini Nuovi. Si cerca per tutta la giornata, inutilmente, e per i tre giorni successivi. All’improvviso il giovane presunto suicida si presenta a casa dei genitori già vestiti a lutto.

Nessuna spiegazione! Certo che la situazione dei canali modenesi era davvero molto infelice, per i rischi che i cittadini correvano passando su ponticelli traballanti, per i miasmi, i topi e le zanzare. La Giunta Provinciale Amministrativa approva la cessione alla Cassa di Risparmio del Palazzo di Giustizia in Piazza Grande. Sarà una profonda trasformazione della Piazza, anche perché il nuovo edificio sottrarrà ben 202 metri quadrati lungo tutta la facciata. Gli ambienti culturali della città entrano subito in fibrillazione, ma i 385.000.000 che il Comune incassa sono fondamentali per una serie di opere pubbliche.

Si dovranno costruire alla Madonnina circa 90 alloggi per le famiglie che verranno sfrattate dalla bombardata zona San Paolo-Tre Re. Lì verrà costruita la sede della Scuola Secondaria di Avviamento Commerciale “I. Andreoli”, in quel momento collocata nello stabile di Corso Canalgrande, che dovrà essere risistemato come nuova sede del Palazzo di Giustizia. In quello stabile aveva sede una sala per le conferenze e i concerti. Verrà ricostruita al Palazzo dei Musei. Sono progetti che richiederanno molto tempo, e subiranno anche profonde modifiche.

Giovedì 24 febbraio 1955 esce sullo schermo il film Marcelino Pan y Vino, con attore Pablito Calvo, di soli sei anni. In Italia il film arrivò a settembre dello stesso anno, e la reazione del pubblico fu entusiasta. Il giovane attore venne a Modena e visitò la sede della “Gazzetta

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