Gazzetta di Modena

Mirandola. Croce Rossa e Grande Guerra: con l’AdM un racconto in musica

Lisa Menditto
Mirandola. Croce Rossa e Grande Guerra: con l’AdM un racconto in musica

Alle 16.30 all’auditorium Montalcini viene presentato il lavoro di Carlo Perucchetti raccolta di brani d’autore e della tradizione orale per una nuova lettura della storia

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MIRANDOLA. Un racconto sulla Croce Rossa nella Grande Guerra, con inni, romanze, elegie, songs, ballate e canzoni. La presentazione ufficiale della pubblicazione “La Croce Rossa nella musica al tempo della Grande Guerra” di Carlo Perucchetti, direttore del Centro Studi Musica e Grande Guerra e voce narrante dell'evento, è l’appuntamento musicale di questo pomeriggio, intitolato “Tu sei la Pace, tu sei l'Amor!”, proposto dagli Amici della Musica di Mirandola, alle 16.30, presso l'Aula Magna “Montalcini” dove risuonerà la rarissima esecuzione dell'integrale delle sei romanze commissionate dalla Croce Rossa a sei celebri compositori (G. Puccini, U. Giordano, R. Leoncavallo, P. Mascagni, A. Franchetti, R. Zandonai). Alcune romanze saranno prime assolute, come probabilmente l'intero corpus delle sei. Prenderanno parte il soprano Scilla Cristiano, il tenore Simone Mugnaini, il Quartetto d'archi dell'Accademia Virgiliana di Mantova (Paolo Ghidoni e Agnese Tasso al violino, Eva Impellizzeri alla viola e Michele Ballarini al violoncello), il Maestro Lucio Carpani al pianoforte, il Coro “Città di Mirandola” e Carlo Perucchetti alla conduzione. Verranno anche eseguiti altri brani d'autore per ulteriori nomi importanti come quello di C. Saint-Saens. Il programma sarà arricchito da immagini e fotografie relative alla Croce Rossa. Per info: 327-8109081 o info@amicidellamusicamirandola.it.

Maestro Perucchetti in cosa consiste il suo lavoro presso il Centro Studi Musica e Grande Guerra?

«Per 20 anni ho fatto una ricerca sulla musica nella Prima Guerra Mondiale e nel 2012 ho fondato l’associazione con ricercatori e storici. Raccogliamo musica d’autore, della tradizione orale, come i canti dei soldati, e tutto ciò che è stato scritto in quegli anni per dare una nuova prospettiva di lettura della Grande Guerra, che con la musica non era mai stato fatto, perciò il progetto è nato dal voler colmare tale vuoto. Vogliamo valorizzare quella musica che spesso è appartenente a repertori poco praticati, seppure sia bellissima».

Perché, con un concerto a Mirandola, onorare la Croce Rossa in questo ultimo anno del centenario?

«Per ricordare la guerra da una prospettiva non scontata. Lo svizzero Henry Dunant voleva affrontare il problema delle stragi di vite umane; l‘Italia era un teatro di battaglie e da lì inventò la Croce Rossa. Che è estremamente importante perché ha visto la partecipazione femminile: il fronte interno è stato integralmente sostenuto dalle donne contadine e operaie che si sono sobbarcate l’onere di tutti i lavori dei loro uomini, mantenendo il tessuto sociale italiano; molte borghesi parteciparono alla Croce Rossa. Ma a livello nazionale poco è stato fatto; il Centro Studi è grato a Mirandola e a Lucio Carpani, per aver condiviso un aspetto di enorme importanza, in cui la musica racconta la Grande Guerra sotto una visione più ampia, trasmettendo conoscenza e ponendo un freno a retoriche senza più alcun senso».

Sappiamo che ha partecipato, nel 2015 a Mirandola, a un concerto commemorativo della Grande Guerra nel quale fu eseguito in prima un inno composto da suo nonno.

«Mio nonno era capitano di fanteria, maestro di scuola e musicista. Durante tutta la guerra scrisse musica e fece cantare i suoi soldati. In prigionia fondò una piccola orchestra e insegnò i cori verdiani. Il mio interesse nacque da un pezzo che scrisse nella notte di Natale del 1916, dedicato a mia nonna Carmela: raccontò, in una lettera, dei soldati in prima linea e ci affiancò un allegretto per pianoforte. La sua storia è un’eredità che mi ha lasciato e che ha fatto sì che mi chiedessi se solo lui avesse scritto musica durante la battaglia. Nel ‘77 diedi inizio alla ricerca che mi ha fatto scoprire un mondo e fatto leggere la storia in modo umano, perché se la guerra è rumore e morte, la musica è suono e vita». —
 

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