Gazzetta di Modena

Attorno al Sant’Agostino i fasti della corte estense Convegno e una mostra

S.L.
Attorno al Sant’Agostino i fasti della corte estense Convegno e una mostra

Tema: i cantieri dell’epoca barocca e il regno di Francesco I E all’Archivio di Stato focus sul genio di Pellegrino Prisciani

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. A metà ‘600 la chiesa di Sant’Agostino era una delle più importanti della città. Era definita “Pantheon degli Estensi” perché qui vennero celebrati, il 2 aprile del 1659, i funerali del duca Francesco I d’Este. Per quella occasione il nuovo regnante, il figlio Alfonso IV, incaricò il gesuita Domenico Gamberti di ideare per la chiesa, appena riaperta dopo il sisma del 2012, sontuosi apparati effimeri (scomparsi, ma di cui le fonti parlano ampiamente) che celebrassero il signore che volle realizzare i palazzi ducali di Modena e Sassuolo e il cui volto è idealizzato da due degli artisti più grandi di sempre, Gian Lorenzo Bernini e Diego Velazquéz.

Gamberti realizzò per questo “funeral teatro” anche il volume “L’idea di un Prencipe et eroe christiano in Francesco I d’Este”, un’opera monumentale tra le imprese tipografiche del ‘600 barocco. Ora i Musei civici e l’Accademia di Scienze Lettere e Arti organizzano, oltre a una lunga serie di iniziative collaterali, la mostra “Funeral teatro di Francesco I d’Este” curata da Cristina Stefani (fino al 2 dicembre) e il convegno “L’Occidente degli eroi” curato da Sonia Cavicchioli.

Proprio il convegno, nella sede dell’Accademia in via Vittorio Emanuele II 59, vede oggi la sua giornata clou con le relazioni di storici dell’arte tra cui Fabrizio Federici, Simone Sirocchi, Francesca Piccinini, Claudia Conforti. Spiega Cavicchioli, modenese e docente di storia dell’arte all’università di Bologna: «Come indicato da Irving Lavin, grande studioso dell’arte barocca, Sant’Agostino viene riconfigurata nel 1662-1663 come Pantheon Atestinum per volontà di Laura Martinozzi, ed è un “unicum” a livello europeo. Si tratta del luogo destinato a celebrare con la massima solennità le esequie del principe, occasione politica per rafforzare il senso della continuità dinastica; il cosiddetto “le spectacle de la mort” com’è stato detto a proposito dei funerali di Luigi XIV in Francia».

E sempre in questo fine settimane una mostra e un convegno, coordinati da Patrizia Cremonini, sono dedicati alla eclettica figura dell’umanista Pellegrino Prisciani (1435 circa - 1518), attivo alla corte estense di Ferrara. Oggi alle 15 inaugura, all’Archivio di Stato, la rassegna “Tra la corte e il mondo. Il metodo enciclopedico di Pellegrino Prisciani, umanista e officiale estense” che espone libri e documenti dell’autore. Domani, dalle,9 alla sede comunale di piazza Grande spazio agli studiosi di Prisciani. Info. Ingresso libero. Tel. 059225566 (Accademia) e 059.2033122 (museo). —

S.L. .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google