Gazzetta di Modena

Teatro Michelangelo. Debutto modenese per la Pivetti in scena con “Viktor und Viktoria”

Nicola Calicchio /
Teatro Michelangelo. Debutto modenese per la Pivetti in scena con “Viktor und Viktoria”

La commedia riprende il film di Reinhold Schunzel sulla Berlino di Weimar «Un testo divertente - spiega l’attrice - per il tema serio e attuale dei diritti»

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Sullo sfondo di una Berlino Anni Trenta, una spassosa Veronica Pivetti ci racconta una storia piena di battute di spirito e divertenti equivoci. Si intitola “Viktor und Viktoria”, per la regia di Emanuela Gamba (versione originale Giovanni Gra), lo spettacolo che l'attrice porta in scena al Teatro Michelangelo, da questa sera, 30 ottobre, a giovedì 1 novembre, alle 21. Con lei sul palco Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti.

Il mondo dello spettacolo non è sempre scintillante e quando la crisi colpisce, anche gli artisti devono aguzzare l’ingegno. Ecco allora che Viktoria, talentuosa cantante disoccupata, si finge Viktor e conquista le platee... ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. Tra battute di spirito e divertenti equivoci si legge la critica ad una società bigotta e superficiale (la nostra?) sempre pronta a giudicare dalle apparenze.

«La commedia si ispira al film di Reinhold Schunzel anche se molti pensano alla pellicola di Blake Edwards. La storia è uguale però ci sono differenze tra i due film. È uno spettacolo con canzoni e balletti che racconta un periodo serio e molto critico: la Repubblica di Weimar e l'avvento del nazismo. Un periodo spensierato, molto libero, dove c'è anche una grande libertà di costumi, tanto è vero che il nostro spettacolo si svolge a Berlino. Una Berlino molto fertile anche dal punto di vista artistico anche se sullo sfondo si addensa la nube oscura e terribile del nazismo».

E molti allora non si rendevano conto dei pericoli del nazismo.

«La gente non si rendeva conto di quello che stava per accadere. Chi viveva in quegli anni non immaginava quello che poi sarebbe successo. Noi lo abbiamo appreso dai libri di storia e da chi ha vissuto in prima persona quel periodo. Noi però portiamo in scena una commedia; raccontiamo un periodo critico e difficile, ma lo facciamo ridendo».

La commedia ha una sua attualità affrontando anche il tema dei diritti.

«Sicuramente, racconta un periodo in cui Viktor und Viktoria beffa tutta la società che le va dietro. Poi alla fine arriva l'amore a creare il solito scompiglio. Anche se parla degli Anni Trenta è attualissimo il discorso sui diritti, che poi vengono sempre calpestati. Sono contenta di portare in scena uno spettacolo che difende i diritti e la libertà di identità sessuale».

Quanto c'è di Lei dietro questa maschera?

«È sempre difficile cimentarsi coi ruoli che sono stati resi celebri dai film. Quando mi è arrivata la proposta da Giovanna Gra, ci ho riflettuto un attimo, ma poi ho accettato. Il personaggio mi assomiglia molto. Fare due ruoli per un attore è una prova molto complessa e molto completa».

Nel 2015 ha esordito nella regia con “Nè Romeo, Né Giulietta”. Ci sarà un seguito?

«Spero di sì e ci sto lavorando. Adesso sono presa con lo spettacolo, sto facendo qualcosa per la televisione ed il tempo che mi rimane non è molto. Mi piacerebbe comunque continuare e può darsi che il mio progetto vada in porto, anche se non è imminente».

Molto del suo successo è dovuto alle fiction tv. Quando la vedremo di nuovo?

«Anche in questo campo ci sono dei progetti ma se ne riparlerà più avanti. La tournée teatrale terminerà il prossimo mese di aprile. Quando sei in giro con il teatro ti ci devi dedicare totalmente. Questa è la seconda stagione ma, visto come sta andando, è probabile che ce ne sia anche una terza».

È la prima volta al Michelangelo e a Modena?

«Sarà il mio debutto. In Emilia ho portato altri spettacoli ma a Modena non ci sono mai stata. Sono contenta di venire anche perché sono legata alla provincia modenese. Mio padre era di Mirandola. In qualche modo torno un po' a casa». —

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