Modena Serata con Iva Zanicchi al Michelangelo
La cantante debutta stasera con il nuovo show in cui racconta la sua sfolgorante carriera
MODENA. Iva Zanicchi ha scelto il Michelangelo per il debutto del suo spettacolo “Una vita da zingara”, scritto con Mario Audino, per la regia di Paola Galassi. L'appuntamento è per le 21 di questa sera. Alle 17, invece, Iva Zanicchi incontrerà, al Buonarroti Cafè, una ventina di lettori della Gazzetta che si sono prenotati attraverso la nostra community. Poche artiste possono vantare una carriera e una vita come quella della Zanicchi. Nata in un paesino di montagna, Ligonchio di Reggio Emilia, grazie a una voce potente e a una passionalità non comune, è riuscita a conquistare una fama internazionale. “Una vita da zingara” è un “One Iva Show” ma è anche uno spettacolo che racconta ricordi familiari e aneddoti di vita di un’artista che non ha mai dimenticato il suo passato: la bisnonna, la bellissima Desolina, suo padre, sua madre, la vita sulle montagne, e poi i concerti, le prime tournée all’estero e il grande successo. Con la formula del teatro canzone, dove alla parola si alterna la musica, si rivive il percorso di una delle regine della canzone italiana: dalle prime tournée in Giappone e in Russia, ai grandi incontri, come quello col poeta Giuseppe Ungaretti, fino a successi immortali come “Testarda io”, “Zingara”, “La riva bianca e la riva nera”, “Io ti darò di più”, “Come ti vorrei”, “Un uomo senza tempo”, fino ai brani di artisti quali Edith Piaf, Charles Aznavour, Modugno. Iva è accompagnata sul palco da un’orchestra e dalle più belle immagini della sua vita artistica proiettate su un mega schermo. «Nello spettacolo racconto una vita che accomuna tante persone - sottolinea - Io sono nata in tempo di guerra e racconto la mia infanzia, in modo molto leggero e divertente. Racconto i miei inizi che sono stati duri ma anche buffi, gli incontri-scontri, le mie tournée, sempre in modo ironico e mai trionfalistico. Non posso non parlare degli incontri straordinari con Theodorakis, Aznavour con cui ho fatto un duetto e lo ripropongo in modo virtuale. Interagisco con una bambina che sono io, con il mio primo discografico, con il sindaco di Ligonchio quando gli arriva una lettera da Gianni Ravera. Insomma, ripercorro una parte della mia vita».
Parliamo di Sanremo. Lei è l'unica donna ad aver vinto tre edizioni.
«Sono cose che racconto anche in teatro. Sono particolarmente legata a Sanremo. A parte le mie tre vittorie al Festival ho sempre portato belle canzoni e le canto nel mio show. Vorrei fare anche un appello a Claudio Baglioni: portami a Sanremo».
È vero che fece arrabbiare Lucio Dalla?
«Quando ho inciso, all'inizio della mia carriera, “Come ti vorrei” venne apprezzata da molti musicisti, tra cui Dalla. Poi Lucio mi disse che ero stata la sua più grande delusione musicale perché ero partita con il blues e finii per vincere Sanremo con Claudio Villa».
È di casa al Michelangelo. Vuole fare un invito ai modenesi?
«Mi aspetto di vedere molta gente in sala. Io ci ho messo il cuore in questo show. Per me è un po' come ritornare a casa perché questo è il terzo anno di fila che vengo a Modena. Canterò tutte le canzoni più importanti e voglio fare divertire. A teatro, in fondo, ci si va o per piangere o per ridere». —
NICOLA CALICCHIO.
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