Gazzetta di Modena

Modena. “Tutto per Lola”: come salvarsi dallo sfruttamento

NICOLA CALICCHIO
Modena. “Tutto per Lola”: come salvarsi dallo sfruttamento

Prosa al Michelangelo. L’attrice Caterina Costantini: «Si ride tanto ma si riflette su situazioni terribili di oggi»

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MODENA . “Tutto per Lola” di Roberta Skerl, per la regia di Silvio Giordani, è lo spettacolo in scena da domani a giovedì tutte le sere alle 21 al Teatro Michelangelo di Modena. Interpreti: Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Monica Guazzini, Lucia Ricalzone, Geremia Longobardo. È una nuova divertente commedia che racconta, in modo tragicomico, la storia di quattro ex prostitute che si sono ritirate ” in pensione “.

La commedia è un gioco scenico ironico in grado di rivolgere uno sguardo attento al malessere della società. In un mondo in cui gli equilibri sono sempre più precari, le quattro protagoniste di “Tutto per Lola” costruiscono il loro microcosmo di realtà quotidiana denso di intuizioni, ricordi, emozioni e mutua assistenza. Coinvolte per colpa dei loro “trascorsi lavorativi” in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili, le quattro “colleghe” cercano di lottare con l’insensato universo che continua ad ostacolarle nella ricerca di una sospirata e mai raggiunta tranquillità. Mettendoci a confronto con queste donne appassionate e tenere, ma anche feroci e determinate, la Skerl, con leggerezza, costringe lo spettatore a riflettere sulle debolezze umane e sulla crudeltà di certi rapporti. La vita e le disavventure delle quattro donne diventano metafora dell’intera società contemporanea. Ma ci si offre anche la possibilità di ridere sulle assurde sorprese che la vita, a volte, ci propone. “Tutto per Lola” racconta la prostituzione di oggi e quella del passato, in cui le quattro, ritiratesi a vita privata, passano le serate davanti alla televisione e facendo giardinaggio. Fino a quando un incidente in cui rimane coinvolta Lola, una prostituta nigeriana, e i preconcetti di un commissario sconvolgono i loro progetti di una vecchiaia serena.

Si può parlare di commedia impegnata, visto che le tematiche di sfruttamento vengono sdrammatizzate dall'ironia delle protagoniste?

«Sicuramente - ha sottolineato Caterina Costantini in una intervista - lo scopo non è solo far ridere, ma le quattro ex prostitute e il commissario fanno pensare con ilarità mentre si accaniscono a salvare una ragazza nigeriana costretta sul marciapiede. Facciamo riferimento ai problemi di un mondo che ci contamina quotidianamente e a cui guardiamo a volte con indifferenza».

Perché le protagoniste sentono il dovere di cambiare un mondo che non cambia mai?

«Per una forma di riscatto dai trascorsi della loro vita di sfruttamento. C'è la voglia di cambiare le cose e di salvare una creatura indifesa».

A un tratto la commedia assume il volto di una spy story.

«L'autrice Roberta Skerl e Lucia Ricalzone, una delle attrici amano molto i telefilm come C.S.I. e i gialli televisivi di Fox Crime. Hanno subito un vero e proprio indottrinamento».

Una sua opinione sulla Legge Merlin?

«Prima della legge Merlin, per alcune la prostituzione poteva essere una scelta, altre ci arrivavano addirittura perché seguivano una tradizione di famiglia. Avrebbe avuto un'utilità se avesse cancellato la prostituzione, ma da quando non esistono più le case chiuse, gli abusi e lo sfruttamento sono notevolmente cresciuti». —

NICOLA CALICCHIO

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