Il naturalismo di Giovanni e la materialità di Bonetti
VIGNOLADue pittori a confronto, da domani alle 16, al Salotto di L.A. Muratori. Da una parte Enrico Giovanni (Egi), che aveva operato a Guiglia e al quale si rende omaggio dopo la sua scomparsa, e...
VIGNOLA
Due pittori a confronto, da domani alle 16, al Salotto di L.A. Muratori. Da una parte Enrico Giovanni (Egi), che aveva operato a Guiglia e al quale si rende omaggio dopo la sua scomparsa, e dall’altra Maurizio Bonetti (studi all’Istituto Venturi) che lavora a Vignola. È la natura a trionfare nei dipinti di Giovanni per l’attenzione portata allo spettacolo della rigogliosa vegetazione delle montagne (Alpi) e dei luoghi agresti di cui era originario. I suoi paesaggi, ad olio o acquarello, racchiudono una infinità di colori, come compenetrazione dell’anima. Si sostanziano, invece, di materiali diversi (sabbie, colle, cemento, pezzi di giornali, stoffe, bottoni, fili…) le opere di Bonetti che amalgama in un tessuto variegato anche “colori, brillanti, fino ad arrivare - nota Anna Albertini - al nero totale”. Una immersione totale, rapporto intenso con la materia, con una gestualità controllata che sostiene una struttura di polifonia cromatica, di pienezza anche emotiva. —
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