Manhattan Transfer live Al teatro Comunale un mito della musica jazz
Unica tappa italiana, domani sera, di “The Junction Tour” il primo album dopo la scomparsa del fondatore Tim Hauser
CARPI
I Manhattan Transfer, uno dei più importanti gruppi vocali della storia del jazz, saranno al teatro Comunale, alle 21 di domani, per l'unica data italiana di “The Junction Tour”. L'esibizione, inserita nel cartellone del Bologna Jazz Festival, apre il programma de “L'Altra musica”, serie di concerti che spaziano dal jazz al gospel, al pop. “The Junction” è il più recente album del quartetto statunitense, attivo dal 1969, e il primo dopo la scomparsa del fondatore Tim Hauser, avvenuta nel 2014, sostituito da Trist Curless. Il nome del gruppo deriva dal titolo del romanzo “Manhattan Transfer” pubblicato nel 1925 dallo scrittore John Dos Passos e dedicato alla New York degli anni Venti, durante la cosiddetta “era del jazz”. La loro cover del ‘77 di “Chanson d'amour” arrivò al primo posto per tre settimane nel Regno Unito e per due settimane in Norvegia, e l'album “Vocalese” è stato candidato ai Grammy Awards in 12 categorie, primato superato solo da “Thriller” di Michael Jackson.
I Manhattan Transfer sono ai vertici del crossover da oltre 45 anni: Tim Hauser li fondò nel 1969, per poi rinnovarne completamente l’organico (a parte se stesso) nel 1972. La formazione di oggi è ancora quella, con Alan Paul e Janis Siegel e le inevitabili sostituzioni dovute al fato: Cheryl Bentyne fa parte del gruppo dalla fine degli anni Settanta, mentre Trist Curless ha da poco sostituito il fondatore della band, scomparso nel 2014. I Manhattan Transfer hanno cantato di tutto, dal vocalese allo swing, musica brasiliana e R&B, pop e musica orchestrale, sapendo ibridare tra loro i vari generi ma anche sapendoli restituire nella loro più pura essenza. Dieci Grammy Awards e milioni di dischi venduti sono il frutto di questa loro predisposizione ecumenica verso la musica. Nel 1981 dimostrarono quanto fosse impossibile confinarli nella musica commerciale o in quella “d’arte”: vinsero nello stesso anno il Grammy sia nella categoria pop che in quella jazz, con due diverse canzoni. A nessuno era mai riuscito prima. A dare loro il suggello definitivo nell’olimpo del jazz fu poi l’album Vocalese (1985), al quale parteciparono Dizzy Gillespie, Ron Carter e la Count Basie Orchestra. Nel corso della loro lunga storia i Manhattan Transfer si sono esibiti con Ella Fitzgerald, Tony Bennett, Bobby McFerrin, Phil Collins, B.B. King, Chaka Khan. —
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